Cagliari, a Monte Urpinu alberelli messi a dimora e già secchi: centinaia di piante verdi diventate gialle, protestano i cittadini. “L’impianto di irrigazione non sembrerebbe funzionante, le tubazioni corrono a terra, ordinate, complete di raccordi ma asciutte. Nel frattempo le temperature sono rimaste altissime per mesi, e il risultato è sotto gli occhi di chiunque cammini per il parco: la maggior parte delle giovani piante è ormai secca, con gli aghi bruciati e marroni”.
I nuovi alberi messi a dimora sono sorretti da delle canne affiancate da una tubazione per l’irrigazione a goccia. Un intervento imponente, che avrebbe dovuto arricchire uno dei polmoni verdi storici della città. Se non si fossero seccate, però.
“Un patrimonio arboreo nato morto, ucciso non dalla natura ma dalla mancata manutenzione.
A rendere la vicenda ancora più amara è un dettaglio che si nota poco più in là: una perdita d’acqua attiva da mesi, che continua a zampillare e a scorrere via lungo un canale, senza che nessuno la ripari” spiegano alcuni cittadini.
“Metri cubi d’acqua sprecati ogni giorno, proprio mentre a pochi passi centinaia di alberelli muoiono di sete. Difficile immaginare un’immagine più eloquente dell’incuria: da un lato l’acqua che manca dove servirebbe, dall’altro l’acqua che si perde dove non dovrebbe esserci.
Non è un dettaglio da poco. Questi interventi di forestazione urbana vengono finanziati con soldi pubblici. Piantare migliaia di alberi senza garantirne l’irrigazione, e lasciare per mesi una perdita non riparata, significa vanificare quell’investimento e sprecare le risorse dei contribuenti — le nostre tasse — due volte: nella spesa iniziale e nel danno che si sta consumando ora, sotto gli occhi di tutti.
Chiediamo che il Comune di Cagliari e il Servizio Parchi, Verde e Gestione Faunistica chiariscano pubblicamente: perché l’impianto di irrigazione non è mai stato attivato, chi è responsabile della perdita segnalata da mesi, e quali interventi sono previsti per salvare, dove ancora possibile, le piante superstiti. Un progetto di rimboschimento non finisce con la messa a dimora: senza manutenzione resta solo un buco nel bilancio pubblico e un parco più povero di prima”.












