“Barbari in Sardegna, pescano e mangiano ricci nelle aree marine protette: questi scellerati vanno bloccati”

Si moltiplicano i casi di turisti che postano sui social le pescate “vietate” di ricci nei paradisi marini isolani. La denuncia: “Un’orda barbarica in barca tra il parco della Maddalena e Capo Coda Cavallo: stanno compiendo uno scempio, qualcuno li fermi”.

Le foto, spesso, sono “frame” delle storie pubblicate, senza nessun timore, su Instagram. C’è chi ai trova in vacanza in Sardegna e sta banchettando con ricci pescati nelle aree marine protette isolane. La denuncia pubblica, con tanto di sos lanciato alla Guardia Costiera, arriva dall’associazione “Sardegna rubata e depredata”, capitanata da Franco Murru. È lui a spiegare nel dettaglio cosa sta succedendo: “Abbiamo un orda barbarica di modelle, modelli, tronisti e ‘fancazzisti’ di ogni genere che scorrazza indisturbata e impunita in barca tra le aree marine protette di Capo Coda Cavallo e il Parco Nazionale della Maddalena, a fare scempio di specie ittiche tutelate e sembra che a nessuno degli enti proposti alla vigilanza importi qualcosa. Possibile che si debba continuare ad assistere impotenti a questi atteggiamenti di disprezzo? Ribadiamo il concetto di base: è davvero questo il turismo sostenibile del quale abbiamo bisogno?”, cosi si legge nella pagina Facebook del gruppo.
“Ci mancava solo questo”, spiega poi Murru a Casteddu Online. “Abbiamo avvisato la Capitaneria di porto e il Corpo di vigilanza ambientale della Sardegna. Siamo venuti a conoscenza di questi deliri grazie alle ‘stories’ pubblicate su Instagram, ce le hanno segnalate i nostri iscritti. Siamo in balía di scellerati che pescano e mangiano ricci dalle aree protette, attivando tra l’altro con le barche in zone dove l’ancoraggio è vietato e la pesca è interdetta”.


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