Vitalizi in Regione, il Pd si smarca da Zedda: “Si tratta di un’indennità differita per i consiglieri”

 Il gruppo dei democratici interviene dopo le dure accuse dell’ex sindaco di Cagliari: “Dobbiamo adottare il nuovo sistema di ‘indennità differita’ come la Sicilia, se non lo facciamo arriverebbero meno soldi dallo Stato”

La polemica l’ha innescata ieri con un post su Facebook, Massimo Zedda: “La prima proposta di legge della maggioranza leghista e sardista, illustrata ai capigruppo dal presidente del Consiglio regionale, riguarda il ripristino, comunque lo si voglia giustificare e definire, degli assegni vitalizi da riconoscere ai consiglieri regionali”. A poche ore di distanza da queste affermazioni, però, arriva la presa di posizione del Partito Democratico, che nei fatti isola totalmente il consigliere regionale ed ex sindaco di Cagliari: “Il gruppo del Partito Democratico in Consiglio regionale ha affermato, attraverso i propri rappresentanti nella Conferenza dei Capigruppo e nell’Ufficio di Presidenza, la propria contrarietà a che la Sardegna non rispettasse, a differenza della Sicilia, il termine entro il quale le assemblee regionali devono adottare il nuovo sistema di “indennità differita” per i consiglieri regionali, perché tale violazione del termine produrrebbe una riduzione di trasferimenti statali per la Regione” così si legge in una nota inviata da tutto il gruppo dei democrat.

 

“Ricevendo dal presidente del Consiglio regionale il testo integrale dell’intesa, il Gruppo del Partito Democratico ha chiesto e ottenuto dal Presidente che gli emendamenti eventualmente presentati in commissione e in aula fossero considerati legittimi. Il Gruppo del Partito Democratico, come annunciato dai propri rappresentanti, si riserva pertanto di presentare emendamenti al testo nazionale nelle sedi appropriate. Respinge altresì ogni tentativo di strumentalizzazione sul tema, ricordando che il nuovo modello, caratterizzato dalla riduzione dei vitalizi agli ex consiglieri e dall’introduzione del modello Fornero per il futuro, è stato approvato dall’attuale Governo M5S e Lega e approvato dalla Conferenza Stato-Regioni”.


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