Una famiglia in vacanza nel litorale denuncia l’episodio dopo il rientro dal Museo Archeologico: “Non trovavamo biglietti nelle rivendite, ci siamo fidati delle indicazioni ufficiali”. L’azienda replica: “Nei festivi, quando le rivendite sono chiuse, c’è il canale digitale previsto dal regolamento”
Una vacanza in Sardegna trasformata in un’odissea burocratica. È la denuncia di una famiglia di turisti alloggiata a Quartu Sant’Elena, su quanto accaduto a Cagliari lo scorso 13 agosto, dopo una visita al Museo Archeologico Nazionale.
Secondo la ricostruzione affidata a una lettera aperta da Daniele Caldirola, la famiglia avrebbe cercato di acquistare i biglietti nelle rivendite della zona, senza riuscirci perché “erano tutte sprovviste o chiuse”.
Arrivati alla fermata, i turisti avrebbero quindi consultato il totem informativo ufficiale del CTM, dove tra le modalità di acquisto compariva la voce “A BORDO”. Convinti di poter regolarizzare così la propria posizione, sono saliti sul bus.
Durante il viaggio sono però arrivati i controllori. La famiglia sostiene di aver spiegato la situazione e di aver mostrato le indicazioni presenti alla fermata, ma sarebbero stati comunque emessi tre verbali, uno per ciascun componente senza biglietto.
“L’agente ha inserito nei verbali la dicitura ‘Nulla da dichiarare’, ignorando del tutto le nostre contestazioni verbali”, denuncia Caldirola. I turisti contestano inoltre di essere stati invitati a pagare immediatamente la sanzione, senza che, secondo la loro versione, fosse chiarito che il pagamento avrebbe comportato la rinuncia alla possibilità di ricorrere.
La famiglia ha quindi presentato un esposto formale all’azienda, chiedendo chiarimenti.
Intanto, è arrivata la replica immediata del CTM il quale ricorda che esistono due app attraverso le quali è possibile acquistare il biglietto online, indispensabili quando le rivendite fisiche sono chiuse.
L’azienda sottolinea in particolare che nei giorni festivi, quando le attività commerciali abilitate alla vendita possono non essere aperte, il canale digitale rappresenta la soluzione prevista per acquistare il titolo di viaggio. Una modalità che, spiegano dal CTM, è indicata anch’essa nel totem.
La vicenda mette quindi a confronto due aspetti: da una parte la famiglia, che sostiene di essersi affidata in buona fede alla dicitura “A BORDO”, dall’altra il CTM, che richiama le possibilità di acquisto digitale e le regole che disciplinano il servizio.
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