“Solinas, mio figlio è autistico: con la didattica a distanza sarà isolato e senza aiuti”

Tiziana V., cagliaritana 50enne, lavoratrice, scrive una e email-sos al presidente sardo: “La scuola è luogo di socializzazione, mio figlio 16enne ‘rifiuta’ di essere seguito dall’educatore o dal prof di sostegno al pc. Continui a dare la possibilità ai ragazzi di andare nelle classi”

La didattica a distanza, per evitare nuovi contagi da Coronavirus, è già realtà: il 75 per cento delle lezioni, gli studenti, le segue a casa, dal computer. L’idea che “ribolle” da giorni, nell’Isola, è di portarla al cento per cento. Aule e scuole sbarrate, insomma. Il presidente sardo Christian Solinas promette un’ordinanza (non ancora arrivata) che dovrà contenere anche questa stretta. “Un problema grosso”, afferma Tiziana V., 50enne cagliaritana, lavoratrice e, soprattutto, mamma di un sedicenne autistico. La donna ha inviato una email a Solinas, l’oggetto? “Protesta”. Ma sarebbe meglio dire “sos”. Suo figlio studia in un istituto tecnico cittadino: “Nell’ultima settimana ha fatto 4 giorni a casa e due a scuola”, spiega la donna. Arrivare a una didattica a distanza totale, nel suo caso, sarebbe “molto problematico”. Ecco, di seguito, alcuni stralci della email spedita all’indirizzo ufficiale del presidente regionale.

“Buonasera, signor presidente. Sono la madre di un ragazzo affetto da autismo che frequenta la terza superiore” di un istituto tecnico “di Cagliari. Solamente chi vive certe situazioni riesce a capire la fondamentale importanza della socializzazione. Fare didattica a distanza al 100% significa far isolare ancor di più questi ragazzi. Non dico che la scuola deve essere attiva per tutti ma chiedo cortesemente che lo sia al 75%. È fondamentale per mio figlio essere aiutato da un educatore o da un prof di sostegno, aiuto che però lui rifiuta tramite pc. Signor presidente, so che la situazione è molto triste, drammatica a livello mondiale. Però, ripeto, non tolga la possibilità di andare a scuola ai ragazzi con vari problemi, non tolga loro il diritto di poter studiare. Fare Dad non è sempre semplice per tutti, a volte è impossibile”.


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