Attraverso un lungo post, il proprietario del mezzo ha raccontato quanto successo un giorno fa dimurante la notte, “tra le 23,30 e le 02.15 del mattino qualcuno ha avuto la bella idea di rubarmi la TIPO.
L’auto, veicolo storico, era parcheggiata in viale della Libertà a Sinnai. Nell’arco di tempo indicato è stata forzata, sono stati strappati i fili sotto il volante ed è stata accesa e rubata danneggiando anche un veicolo parcheggiato davanti a lei” spiega G.L.
“Nella corsa, l’ignoto o gli ignoti, non si sono certamente messi le cinture e si sono dimenticati che avevano in mano un’auto del 1989 pesante, senza servo sterzo, senza ABS, senza airbag che, lanciata a tutta velocità (col motore appena rifatto) nella circonvallazione tra Sinnai e Settimo, è finita dove finiscono molte auto (anche non rubate) nel cunettone prima della rotonda del supermercato.
(Quella zona va resa più sicura perchè è pericolosa per tutti).
L’auto ha l’avantreno completamente distrutto e no, non si può riparare anche perchè ho faticato parecchio per trovare i pezzi di ricambio per poterla utilizzare di nuovo (non se ne trovano più) e, visto i costi del gasolio, questa essendo a benzina, la stavo utilizzando giornalmente.
Ora, l’auto era di nonno Giulio, ed è stata utilizzata per anni da lui per andare a fare la dialisi al Brotzu, fino al trapianto di rene arrivato quando ogni speranza era perduta, e per portarci al mare. Nonno ci portava al mare con la Tipo blu nautico. Tutti insieme. Avevamo nel cofano ancge il bidone dell’acqua per lavarci i piedi perchè nonno ci teneva. A noi e anche all’auto.
Aveva un valore affettivo enorme. Ma chi l’ha rubata non poteva saperlo.
L’auto è stata anche due settimane a Norcia, anni fa, per l’aiuto ai terremotati, per il trasporto di viveri nelle frazioni montane”.
Una lunga storia legata al mezzo che, negli anni’90, era un simbolo, ed era uno scrigno di ricordi legati al nonno.
“Lunedì dovrò occuparmi delle pratiche burocratiche dell’assicurazione e per la rottamazione.
Ma queste righe le scrivo per un motivo preciso: non mi interessa trovare chi l’ha rubata. Ho denunciato il furto in modo particolare per i danni arrecati al veicolo che ha urtato in viale della libertà perchè il suo proprietario deve essere risarcito come è giusto che sia.
Vorrei sapere, in qualsiasi modo, anche con due righe scritte a mano e lasciate nella cassetta della posta che chi l’ha rubata sta bene.
Lo sterzo, infatti era talmente scassato e il parabrezza rotto come se qualcuno ci avesse sbattuto pesantemente sopra con la testa e il torace.
Vorrei sapere che chi è rimasto vittima delle conseguenze del furto commesso non ne abbia di più gravi per la propria vita.
Vorrei sapere che è andato a farsi visitare.
Che il trauma dell’incidente non gli abbia creato danni al torace e alla milza. Che possono peraltro manifestarsi in giorni successivi.
Vorrei sapere che a Pasqua potrà sedere alla tavola con la sua famiglia e fare progetti futuri più giusti.
Perchè la vita umana deve valere, sempre, più della paura di esser trovato colpevole di un furto.
Nonno diceva che il male non si augura mai, neanche al peggior nemico.
I social arrivano ovunque. E possono leggerli anche i ladri. E allora che gli giunga in qualche modo questo messaggio: vada in ospedale, si faccia visitare. Non perda tempo. Racconti d’aver sbattuto pesantemente su un albero o su qualsiasi cosa. Si renda conto che quello che ha fatto non è una cosa buona nè giusta.
Ma vada a farsi visitare.
L’auto è andata e chi ruba auto non è certo pronto a risarcire i danni che causa.
Ma una vita umana, anche la sua, vale molto di più.
Vale molto di più”.











