Serdiana, perde un braccio durante il lavoro ma la burocrazia rallenta le procedure per l’invalidità: “Non è possibile che un ragazzo di 29 anni che non può lavorare per quello che gli è successo, non sia tutelato economicamente, essendo un suo diritto”. La compagna, G.M., ha lasciato il lavoro per assistere l’uomo, “viviamo con poco, spero che la situazione si possa presto sbloccare”.
A maggio dello scorso anno l’operaio impiegato nello stabilimento di un’azienda attiva nel settore agricolo-agroalimentare e florovivaistico, con sede lungo la S.S. 387, era rimasto gravemente ferito al braccio sinistro, successivamente amputato, perché rimasto incastrato nel nastro trasportatore su cui stava operando. Il lavoratore, soccorso dal personale dell’azienda e dal 118, era stato trasportato in elicottero al pronto soccorso dell’ospedale “G. Brotzu” di Cagliari in codice rosso.
Dopo essere stato dimesso, ha fatto richiesta di invalidità, legge 104 e accompagnamento. Ma a gennaio, non avendo ottenuto risposta, la coppia si è recata “in Viale Colombo per un reclamo. È stato detto che l’avrebbero chiamato a febbraio, a oggi, però, non ha ancora ricevuto l’avviso per la visita con la commissione medico/legale. Il 19 febbraio l’Inal gli ha tolto l’infortunio, quindi automaticamente sarebbe entrato in rendita. Oggi ha chiamato per sapere quando sarebbe stato il prossimo pagamento e gli è stato detto che inizieranno da maggio”.
La giovane donna è in “disoccupazione a seguito del suo incidente, ho dovuto lasciare il lavoro per potermi occupare di lui, aiutarlo nella quotidianità, accompagnarlo alle visite”.
Un gesto d’amore nei confronti del fidanzato con cui condivide la casa: “Prendo neanche 900 euro di Naspi, lui ha dovuto richiederla perché non aveva nessuna entrata e percepisce meno di 400 euro. In poche parole ci ritroviamo a vivere con neanche 1300 al mese, in due, con un affitto da pagare”.