La paura? “C’è stata, c’è stata. Se uno entra urlando nel tuo locale, brandendo una mazza, è normale. Ma, per fortuna, almeno dentro l’osteria nessuno si è fatto male”. Claudio Gaetani è il titolare dell’Osteria Romana, in via Vienna a Selargius, meta scelta con la massima decisione dal 34enne Francesco Davide Piras (QUI la notizia). Il balordo aveva nel mirino l’aiuto cuoco del locale, il ventiquattrenne Edoardo Cabras. Sapeva alla perfezione che l’avrebbe trovato indaffarato nella cucina: “Ho cercato di bloccarlo, mi ha minacciato dicendomi che mi colpiva e urlandomi di non chiamare i carabinieri. Poi, ha raggiunto Edoardo e, in sardo, gli ha detto ‘ora ti spacco’, o qualcosa di molto simile”. Gaetani, romano doc, in Sardegna da pochi anni, non mastica ancora bene “sa limba”. Ma tant’è, non c’era di sicuro bisogno del traduttore in quei tragici e concitati momenti: “Siamo riusciti a disarmarlo quasi subito, poi ho chiamato il 112 e il 113. Mi hanno risposto i carabinieri, ai quali ho raccontato cosa era appena capitato”. Terrorizzati anche i clienti, Piras è entrato in azione verso le 20:15, quando già più di un tavolo era occupato. “Sono tornato in cucina ma il mio aiuto cuoco non c’era più. Era già andato a cercare l’aggressore sotto casa”. Lì la lite, in via della Libertà, e le cinque coltellate inferte dal trentaquattrenne al papà del giovane, il 42enne Giovanni Cabras. È lui che si è presentato al vicino Policlinico di Monserrato grondando sangue: subito soccorso dai medici, si trova in terapia intensiva e ne avrà per sessanta giorni.
“Per fortuna, almeno dentro il mio locale nessuno si è fatto male. Ho già preso dei provvedimenti nei confronti dell’aiuto cuoco, quando sono riuscito a parlarci e chiedergli il perchè dell’aggressione mi ha solo detto che ‘quello è un pazzo’. E, di sicuro, mi farò tutelare anche io dal mio avvocato”. Intanto, Francesco Davide Piras è rinchiuso a Uta con l’accusa di tentato omicidio. Presto sarà interrogato dal gip Luca Melis, per l’udienza di convalida, tutelato dal suo legale Fernando Vignes.