Dure proteste per i costi alle stelle, “ormai il prezzo dei carburanti in Sardegna ha superato ogni limite”.
Oltre 2 euro a litro per il gasolio, la verde rimane indietro di pochi centesimi: l’ennesima stangata che incide sul portafoglio di ogni famiglia già messe a dura prova con il prezzo salato della vita.
“Ci erano state promesse l’abolizione delle accise e misure concrete per alleggerire il costo della vita” spiega attraverso un post pubblico Giorgio Zucca, sindaco di Sardara. “Oggi, invece, ci ritroviamo con prezzi sempre più alti e con il silenzio di chi aveva garantito il cambiamento.
In Sardegna l’auto non è un lusso: è una necessità. I mezzi pubblici sono spesso insufficienti o inesistenti, e migliaia di persone non hanno alternative per raggiungere il posto di lavoro, la scuola, l’università o un ospedale.
Ogni pieno pesa sempre di più sul bilancio delle famiglie. E mentre aumenta il costo degli spostamenti, peggiora anche l’accesso alla sanità: liste d’attesa infinite, reparti in difficoltà e cittadini costretti a percorrere decine, a volte centinaia di chilometri, per ricevere cure.
La Sardegna non può continuare a essere trattata come una periferia da ricordare solo in campagna elettorale. Chi vive in quest’isola ha gli stessi diritti di tutti gli altri cittadini italiani: il diritto a muoversi, a lavorare, a studiare e a curarsi senza essere penalizzato dall’insularità.
È ora che alle promesse seguano i fatti. Perché la pazienza dei sardi non è infinita”.












