Santa Margherita di Pula, la struttura abusiva sulla battigia è stata rimossa: esultano gli ecologisti.
“Sulla spiaggia di Santa Margherita, sul litorale di Pula, c’era fino a poco tempo fa una struttura balneare… che faceva il bagno.
Si, era in acqua, senza alcuno spazio lasciato alla pubblica fruizione della battigia.
L’associazione ecologista Gruppo d’Intervento Giuridico (GrIG) aveva, quindi, inoltrato una specifica istanza di accesso civico, informazioni ambientali e adozione degli opportuni provvedimenti per verificare la sussistenza o meno di valida concessione demaniale marittima, coinvolgendo la Regione autonoma della Sardegna, il Comune di Pula, il Corpo Forestale e di Vigilanza Ambientale, la Guardia costiera.
E le sorprese non sono mancate.
Il Corpo Forestale e di Vigilanza Ambientale (nota prot. n. 64690 del 16 agosto 2026) e la Guardia costiera (nota prot. n. 40250 del 10 settembre 2026) hanno svolto accertamenti, il Corpo Forestale e di Vigilanza Ambientale aveva chiesto (nota prot. n. 64690 del 16 agosto 2026) al Servizio Demanio e Patrimonio della Regione autonoma della Sardegna una nuova valutazione e “gli eventuali provvedimenti di competenza, con particolare riferimento alla permanenza delle condizioni di utilizzabilità dell’area oggetto della concessione e alla compatibilità dell’attuale configurazione dei luoghi con il titolo concessorio vigente“.
Dai sopralluoghi effettuati, infatti, è stata accertata la “prossimità della struttura concessionata alla battigia stessa, fino a interessarla in determinate condizioni.“.
Il Servizio Demanio e Patrimonio della Regione autonoma della Sardegna ha comunicato (nota prot. n. 42698 del 3 ottobre 2026) la sussistenza di quattro concessioni demaniali marittime “balneari” a partire dal 2015 fino al 2024: l’ultima (rep. n.2015 protocollo n.21128 del 3 maggio ,2024) “con scadenza entro il 31.12.2024” verso il pagamento di un canone demaniale pari a euro 3.225,50.
Alla scadenza della concessione, ovviamente, doveva esser effettuato lo sgombero e il ripristino ambientale.
Non solo.
Il Servizio tutela del paesaggio Sardegna meridionale della Regione autonoma della Sardegna ha comunicato (nota prot. n. 49142 del 25 settembre 2026) “che risulta agli atti dell’ufficio, un’autorizzazione paesaggistica da ultimo rilasciata dallo scrivente per il solo 2023 (in quanto la concessione demaniale scadeva nello stesso anno) in sede di conferenza di servizi, indetta dal SUAPEE (C.U 613852 – Provvedimento Unico n. 17537 del 29/06/2023), in cui risulta (parere rilasciato con prot. n. 28461 del 12/06/2023) la seguente prescrizione: ‘le strutture vengano totalmente rimosse alla data del 31.10.2023, come indicato nella DUA allegata all’istanza”.”.
Anche il Comune di Pula, infine, ha comunicato (nota prot. n. 27423 del 30 settembre 2026) di aver effettuato un sopralluogo in seguito all’istanza GrIG un sopralluogo in data 19 agosto 2026 “rilevando alcune irregolarità”.
Ha, inoltre, fatto presente che la Ditta titolare della struttura balneare “in data 10/09/2026 … ha comunicato … l’avvenuta rimozione totale della struttura balneare nel tratto di arenile in concessione del demanio marittimo ubicato in località S. Margherita”.
Quindi, l’autorizzazione paesaggistica risulta scaduta al 31 dicembre 2024 e risulta solo una proroga della concessione demaniale “balneare” fino al 31 dicembre 2024.
Nel 2025 e nel 2026 non risulta alcuna autorizzazione, eppure la struttura balneare è stata operativa, con intuibili ricavi del gestore.
Nessun provvedimento sanzionatorio risulta emanato e la struttura balneare abusiva è stata rimossa dalla Ditta proprietaria.
Vien da se che – evidentemente – nessun controllo ambientale in proposito è stato svolto negli ultimi anni.
La vicenda fa il paio con quella del chiosco-ristorante sulla spiaggia del Pinus Village, sempre sul litorale di Pula, chiuso e rimosso nell’estate 2021 in quanto risultato privo di autorizzazioni, sempre dopo istanza GrIG.
Il litorale di S. Margherita è tutelato con vincolo paesaggistico (decreto legislativo n. 42/2004 e s.m.i.), mentre la fascia dei mt. 300 dalla battigia marina è tutelata con specifico vincolo di conservazione integrale (legge regionale Sardegna n. 23/1993), l’area a mare fa parte del demanio marittimo (art. 822 e ss. cod. civ.)”.











