Sanità, il grido del Sarcidano davanti alla Regione: “Dieci anni di denunce ignorate”
Dieci anni di battaglie. Dieci anni di denunce. E una situazione che, secondo i manifestanti, è peggiorata.
Questa mattina davanti al palazzo della Regione, in via Roma, la protesta del Comitato Sanità Bene Comune Sarcidano – Barbagia di Seulo, nato nel 2016 per difendere la sanità nei territori interni dell’Isola.
In piazza cittadini e attivisti. Al centro della mobilitazione il tema del progressivo indebolimento dei servizi sanitari nelle aree interne.
A intervenire è stato Luigi Pisci, uno dei fondatori del comitato. Parole dure. “Il nostro comitato compie dieci anni e dobbiamo amaramente constatare che tutto quello che avevamo previsto si è drammaticamente concretizzato”.
Per anni – ha ricordato – sono stati presentati dossier, segnalazioni, proposte. “Passo dopo passo abbiamo documentato tagli, riduzioni e smantellamenti, informando assessori, direttori generali e la politica regionale”.
Nel mirino anche l’applicazione di modelli sanitari pensati a livello nazionale senza tener conto della realtà della Sardegna. “Che senso ha applicare decreti che non considerano le distanze chilometriche e i tempi di percorrenza della nostra terra?”.
Poi l’affondo sui piccoli ospedali. “Il nostro popolo non meritava questa umiliazione: pronto soccorso sovraffollati mentre quelli dei piccoli ospedali restano chiusi nelle ore notturne”.
Pisci ha ricordato anche le mobilitazioni degli anni passati: “Arrivammo a portare quattromila persone in piazza a Cagliari. Riuscimmo a condizionare il piano di riordino della rete ospedaliera rendendolo il meno peggiore possibile”.
Ma, secondo il comitato, alcune di quelle previsioni non sono state rispettate. “Era previsto un punto di primo intervento H24 per i piccoli ospedali. Oggi questo in molti presidi non accade”.
In chiusura un messaggio di resistenza civile: “C’è una cittadinanza attiva che non si arrende. Il dono più importante che possiamo lasciare ai nostri figli è un seme di ribellione democratica per difendere il futuro dei nostri territori”.











