Si è svolta questo pomeriggio la presentazione ufficiale del nuovo – del ritorno- del ct della Nazionale di calcio Roberto Mancini e del nuovo direttore tecnico Claudio Ranieri. Un’investitura che arriva dopo giornate decisamente complicate per il calcio italiano, soprattutto dopo l’addio di Maldini e Leonardo.
Roberto Mancini ha esordito chiarendo ciò che è accaduto dopo la Nations League nel 2023: “Riguardo a quanto successo tre anni fa credo che ci sia stata mancanza di comunicazione tra me e il presidente Gravina, sono dispiaciuto perché parlandone a quattro occhi si poteva risolvere. Io sono innamorato della maglia della nazionale, è come quando perdi la donna della tua vita perché hai commesso un errore”
“Io credo che se l’Italia va al Mondiale diventa una squadra pericolosa. Dobbiamo formare una squadra velocemente per qualificarci al Mondiale” ha dichiarato Mancini.
“Credo che se l’Italia va al Mondiale come dovrebbe andare normalmente, diventa una delle squadre da battere. Anche se non parte da favorita. Cercheremo di creare una squadra più presto possibile. Adesso c’è la Nations League, poi dovremo all’Europeo e poi alle qualificazioni per il Mondiale”, ha proseguito Mancini. “Bonucci e Chiellini la scorsa volta furono molto importanti, ma ad esempio Verratti e Jorginho non avevano mai giocato insieme. Io penso che ci sono giocatori bravi e tecnici, poi troveremo i Bonucci e Chiellini che faranno da chioccia. Sono convinto che metteremo insieme una squadra che giocherà bene. Spunti tattici dal Mondiale? Vedremo con i ragazzi. Una squadra con spirito offensivo”.
“Orgoglioso e fiducioso, c’è tanto da lavorare”, ha esordito il direttore tecnico Ranieri.
“Ho fatto l’allenatore fino a due anni fa. Se Roberto vorrà avere dei consigli, io sarà felice di darglieli. Starò al mio posto, ho tante altre cose a cui pensare in questo nuovo ruolo”, ha aggiunto Ranieri.
”Pentito del no alla Nazionale quando ero alla Roma? Una volta che ho deciso con il cuore non mi sono mai pentito e neanche questa volta, non potevo interrompere un contratto con la Roma, la mia squadra del cuore. Non potevo farlo, ci sarebbero stati conflitti di interesse notevolissimi in Italia e a malincuore sono stato costretto a dire di no’, ha precisato. ”Cosa dice ora mia moglie? Finalmente non gli faccio fare un trascolo, quindi sarà contentissima”.
Ranieri fa anche una riflessione sulle scuole di calcio: “A giugno mi è stato detto da un addetto ai lavori che i bambini pagano troppo per giocare a calcio: questo non può succedere. Non possiamo permetterci, in questo periodo storico in cui i bambini sono presi da altre distrazioni, di perderli. Dobbiamo riavvicinarli al calcio abbassando i prezzi. Un mese fa ho detto che le nazionali giovanili stanno lavorando bene, ciò che è difficile è l’ultimo salto. Dobbiamo capire come possono fare le squadre per permettere ai selezionatori di avere a disposizione più calciatori”.













