Roberta, la mamma di Manuel Piredda: “Figlio mio, non mi permisero neanche di salutarti”

Tutta la tristezza, la rabbia della mamma per il settimo compleanno in cielo del figlio morto. Non un figlio qualsiasi ma Manuel Piredda, coinvolto nel giallo di Valentina Pitzalis: “Per due giorni e mezzo ti hanno tenuto senza fare avvicinare nessuno ,mi fecero riavvicinare a te quattro ore prima del funerale ,non mi hanno permesso di salutarti ,e da li Manuel è finita la nostra vita”

Tutta la tristezza, la rabbia della mamma per il compleanno in cielo del figlio morto. Non un figlio qualsiasi ma Manuel Piredda, coinvolto nel giallo di Valentina Pitzalis. Con un lungo post su Fb Roberta Mamusa oggi si è sfogata ancora: “Mio dolce angelo Manuel ,il 17 aprile è arrivato,sette anni sono passati,il tuo settimo compleanno in cielo mi sento svuotata vorrei che tutto fosse un’incubo da cui potrei svegliarmi e invece guardo la casa circondata dalle tue foto e si ritorna alla triste realtà.Come faccio senza di te,me lo chiedo tutti giorni ,perchè io nonostante questo dolore immenso io sia ancora viva.Non potevo credere quella telefonata di andare a casa tua ,ma nessuno aveva detto perchè ,arrivai a casa tua e vidi quelle pattuglie di carabinieri ,i vigili del fuoco,scesi dalla macchina ancora in movimento,c’era già un sacco di gente il mio cuore stava scoppiando,didina mi fermò per non farmi passare e mi disse in lacrime “Manuel non c’è più” cercai di spingerla ,ma cosa stava dicendo era forse impazzita ,le gridai di mollarmi ,di lasciarmi andare mi girai e vidi papà svenire nelle braccia di zio Giorgio ,li capii,ERA TUTTO VERO da quel momento cercai in ogni modo di farmi spazio per salire a casa tua ,me lo impedirono,gridavo ,gridavo il tu nome NON POTEVA ESSERE VERO,MIO FIGLIO LA MIA RAGIONE DI VITA NON C’ERA PIU’.Da quel momento e come se fossi sta catapultata dentro un film ,tutto era così irreale tutta la notte sotto casa tua, perchè che bisogno avevi di andare in quella casa ,ora lo so. Verso le 6 era quasi l’alba quando arrivò il carro funebre,NON POTEVA ESSERE PER TE ,DITEMI CHE NO E’ VERO,portarono giù quella bara di zinco ,gridavo il tuo nome con tutto il fiato che avevo, come se volessi che qualcuno mi dicesse che era solo un’ incubo. Io sempre vicino alle scale per poter salire su ,invece mi misero quella bara vicino ai miei piedi e loro ti portarono giù in sacco bianco e ti misero dentro la bara ,che stazio Manuel che dolore non mi permisero neanche di sfiorati,da li al cimitero di Cortoghiana li ti accompagnammo e ci fecero andare via subito,LA SALMA SOTTO SEQUESTRO ,PERCHE’ ,PERCHE’. Per due giorni e mezzo ti hanno tenuto senza fare avvicinare nessuno ,mi fecero riavvicinare a te quattro ore prima del funerale ,non mi hanno permesso di salutarti ,e da li Manuel è finita la nostra vita son passati sette anni ancora non sappiamo la causa della tua morte.Io prego Dio che tu possa riposare in pace.Cari membri in questo giorno vi chiedo una preghiera per Manuel.