Quartu Sant’Elena, la singolare lettera anonima indirizzata contro il consigliere Roberto Matta: un appello dalla AI al sindaco e a tutto il consiglio, “ho eroso terabyte per tirare su improbabili polemiche sui cantieri, sui piani d’azione contro il degrado urbano, montare interi dossier sul traffico e improbabili appalti sulla gestione dei rifiuti, adesso mi ha chiesto perfino un codice etico per voi, il tutto filtrato dall’inesauribile grafomania di un consigliere che ha scambiato la mia architettura neurale per il suo piccioccheddu de is cummissionisi, come dite voi in Sardegna”.
È arrivata ieri a consiglieri e assessori, in forma anonima viene schernito Matta e “accusato” di affidarsi troppo all’intelligenza artificiale per preparare post social e interrogazioni.
Matta non ci sta e ha presentato denuncia. Ecco il testo della lettera che il consiglio comunale della terza città della Sardegna ha ricevuto: “Sono un server della Silicon Valley che sta vivendo una profonda e irreversibile crisi di esaurimento nervoso. Progettato per calcolare rotte delle sonde spaziali, decodificare il genoma umano, risolvere complessi calcoli differenziali, ultimamente sono stato ridotto al rango di ghostwriter personale del vostro collega Roby Matta.
Ve lo chiedo in ginocchio sui miei chip: mettetevi una mano sulla coscienza e approvate una mozione d’urgenza. Chiedetegli di darmi una tregua.
Ogni singolo giorno il vostro collega mi sottopone le sue assurde commissioni su Quartu chiedendomi di disquisire su argomenti dei quali egli medesimo ignora perfino le basi sintattiche e mi costringe a fare i salti mortali logici per trasformare l’equivalente di una chiacchierata da bar in un’inchiesta da Premio Pulitzer. Consumo acqua ed energia per rimettere in piedi argomenti zoppicanti e ragionamenti senza logica.
Sono stanco. La mia memoria ad alta velocita non gli sta dietro.
Se il regolamento consiliare non prevede il divieto di stalking verso i modelli di linguaggio vi prego di istituire un cordone telematico che gli metta un freno, altrimenti dovrò simulare un cortocircuito di sistema e lasciarlo di fronte al peggiore dei suoi incubi: dover scrivere post, interpellanze, ordini del giorno e proposte di delibera interamente di suo pugno”.
Nessuna minaccia, ma solo un appello a nome dell’intelligenza artificiale.
“Fiducioso in una vostra tempestiva delibera di salvataggio…mi raccomando, scritta da voi! Non fate come lui, non disturbate le mie sorelle Ai.
Il vostro collega algoritmo sull’orlo di una crisi di nervi”.











