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Quartu, da marzo nelle scuole secondarie il progetto sperimentale ‘Educazione all’affettività e prevenzione della violenza relazionale’

Il progetto è volto alla promozione della cultura del rispetto e dell’empatia sin da adolescenti politiche attive per prevenire la violenza relazionale e di genere

di Claudia Assanti
19 Febbraio 2026
in hinterland

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Nelle scuole si formano le prime relazioni affettive, le dinamiche di gruppo, la consapevolezza di sé e dell’altro. È il luogo più opportuno dove agire per prevenire la violenza relazionale e di genere, dove promuovere rispetto, empatia e strumenti per affrontare i conflitti. Con questi presupposti nasce il progetto sperimentale ‘Educazione all’affettività e prevenzione della violenza relazionale’, promosso dall’Amministrazione comunale di Quartu Sant’Elena.

La proposta progettuale è rivolta alle studentesse e agli studenti della scuola secondaria di primo grado. Un percorso di educazione affettiva e prevenzione della violenza relazionale finalizzato a promuovere una maggiore consapevolezza nelle dinamiche interpersonali e a prevenire fenomeni di violenza di genere attraverso lo sviluppo di adeguate competenze emotive, comunicative e relazionali.

Diverse le scuole che si sono da subito dimostrate interessate e hanno infatti aderito al progetto, che avrà inizio il prossimo 5 marzo con la ⁠classe 3°D di via Bach ((IC 4) e proseguirà con la 3°D di via Tiziano (IC 1-2), con la 3°E di via Turati (IC 1-2) e con la 3°D di via Perdalonga (IC 5). I corsi saranno tenuti da psicologi e pedagogisti che si occupano professionalmente di questi temi.

Diversi i laboratori che verranno proposti ai ragazzi: attraverso musica, immagini e colori, realizzeranno collage e mappe emotive utili a riconoscere sentimenti di rabbia, paura, gioia e tristezza, affinché possano poi esprimerli correttamente; sono inoltre previsti giochi di ruolo per riprodurre classici episodi scolastici, incentrati sui temi dell’esclusione, delle prese in giro, dei litigi, con i vari gruppi impegnati nell’interpretazione delle situazioni e poi in una discussione che favorisca l’empatia e il pensiero critico; infine, con la costruzione collettiva di una storia partendo da un conflitto, i ragazzi potranno creare un racconto illustrato, un’audio-storia o un fumetto.

“In questi anni abbiamo costruito, in stretta collaborazione con le scuole del territorio, un percorso ricco di progettualità. Dall’ascolto costante di dirigenti e docenti è emerso con chiarezza che le iniziative capaci di incidere realmente sono quelle che puntano a migliorare la qualità delle relazioni tra pari, rafforzando consapevolezza, rispetto e senso di responsabilità – spiega l’Assessora alla Pubblica Istruzione Cinzia Carta -. Quando poi l’educazione passa attraverso l’esperienza diretta, con laboratori e attività che coinvolgono attivamente ragazze e ragazzi, il risultato è ancora più significativo: le competenze vengono acquisite e interiorizzate, producendo un impatto concreto nella vita quotidiana dei nostri ragazzi”.

“Questo progetto nasce come proposta sperimentale riguardo un tema quanto mai attuale e urgente. Investire sull’educazione all’affettività e sulla prevenzione della violenza relazionale significa fornire ai giovani strumenti fondamentali per leggere e gestire le emozioni, affrontare i conflitti e costruire relazioni sane – prosegue l’esponente della Giunta Milia -. Sono competenze utili oggi tra i banchi di scuola ma anche domani nel percorso di crescita personale e nel mondo del lavoro. Intervenire prima, sul piano culturale, è una politica assolutamente più efficace, oltre che più sagace, rispetto alle mere misure repressive messe in atto come reazione alle emergenze”.

Entusiasti anche i Dirigenti scolastici. Aurelia Orrù, alla guida dell’Istituto Comprensivo Statale n. 5 spiega che il “il progetto sperimentale promosso dal Comune affronta un tema cruciale: educazione affettiva e competenze emotive per prevenire la violenza. Chi lavora con gli adolescenti sa quanto i cambiamenti sociali e l’uso dei dispositivi digitali abbiano modificato le modalità di relazione, rendendo ancora più necessario accompagnarli nella costruzione di rapporti sani e rispettosi. Come istituto abbiamo colto subito questa opportunità. Plaudo all’iniziativa, auspicando che la collaborazione tra istituzioni e scuola continui a sostenere insieme la crescita dei giovani”.

Dello stesso parere Matteo Altea, a capo dell’Istituto Comprensivo Statale n. 1-2: “Nel nostro Istituto crediamo che educare all’affettività significhi prendersi cura della crescita autentica dei nostri ragazzi. La scuola secondaria di primo grado è un passaggio delicato, in cui si costruiscono identità, relazioni e rispetto reciproco. Offrire spazi di ascolto e strumenti per riconoscere le emozioni aiuta a sviluppare empatia e responsabilità. È così che la scuola diventa davvero comunità: un luogo in cui si impara non solo a conoscere, ma anche a comprendere e a volersi bene”.

“Il progetto proposto dall’Amministrazione comunale svolge un ruolo importante di supporto al compito educativo a cui la scuola è deputata – aggiunge il Dirigente scolastico dell’Istituto Comprensivo n. 4 Cinzia Sciò -. I ragazzi e le ragazze spesso si trovano esposti a modelli comportamentali e a valori inadeguati e negativi. Ciò genera insicurezza e difficoltà a costruirsi una identità personale e a sapere gestire positivamente le proprie esperienze in un momento di crescita, quale la pre-adolescenza, così delicato. Il progetto, che offre momenti di ascolto e di riflessione, personale e collettiva, con il supporto di personale qualificato, avrà un ruolo significativo per tutti i ragazzi e le ragazze che parteciperanno”.

Tags: quartuscuola
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