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Presidi e proteste contro i maxi impianti green: da Selargius a Mandas cittadini e comitati si schierano contro i progetti

Non solo: a Guspini spunta una nuova proposta, il parco fotovoltaico galleggiante, sul laghetto Is Sennoredas.

di Valeria Putzolu
31 Agosto 2026
in sardegna, zapertura

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Presidi e proteste contro i maxi impianti green: da Selargius a Mandas cittadini e comitati si schierano contro i progetti

Presidi e proteste contro i maxi impianti green: Da Selargius a Mandas cittadini e comitati si schierano contro i progetti in nome dell’energia rinnovabile previsti su terreni agricoli e siti archeologici. Non solo: a Guspini spunta una nuova proposta, il parco fotovoltaico galleggiante, sul laghetto Is Sennoredas.

Mentre a Selargius si dovranno coltivare batterie, a Guspini si pescheranno pannelli adagiati sulla superficie dell’acqua e a Mandas i giganti ventilatori gireranno sopra un villaggio antico ricoperto da un importante smottamento del terreno tanti secoli fa.

La battaglia contro la speculazione energetica entra nel vivo e riscalda gli animi di chi si oppone alla realizzazione degli impianti e cerca di trovare un giusto compromesso.
L’associazione ecologista Gruppo d’Intervento Giuridico (GrIG) ha inoltrato (28 agosto 2026) uno specifico atto d’intervento nella procedura di autorizzazione unica per l’impianto di accumulo energetico (200 MW) progettato dalla società milanese Atena Storage srl nella zona agricola diCuccuru Matta Masonis, nel territorio comunale di Selargius.
“Il 4 agosto è comparso all’albo pretorio del Comune di Selargius l’avviso di pubblicazione degli espropri e delle servitù di elettrodotto relativo al progetto dell’impianto di accumulo elettrochimico BESS da 200 MW, proposto da Atena Storage” spiega il Comitato di difesa del territorio No Tyrrhenian Link.
“Abbiamo preparato un atto formale di intervento nel procedimento ai sensi degli articoli 9 e 10 della legge 241 del 1990, che abbiamo inviato al Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica e a tutti gli enti competenti.

Nel documento contestiamo, con riferimenti puntuali agli elaborati e alle norme: la collocazione dell’impianto in area che la legge regionale sarda classifica come non idonea; gli effetti cumulativi di più opere che convergono sullo stesso nodo elettrico, valutate una per una come se le altre non esistessero; la sicurezza idraulica dei fondi e delle case poste a valle; la sicurezza antincendio di una tecnologia che presenta rischi specifici; la tutela del suolo agricolo irriguo e delle colture; la viabilità rurale, larga pochi metri, su cui dovrebbero passare contemporaneamente più cantieri; a tutela archeologica e paesaggistica; e i vizi del procedimento: un avviso pubblicato senza le forme che la legge prescrive, e atti depositati che non consentono a un proprietario di capire cosa gli succederà nel terreno.

Nessuna compensazione, nessuna opera accessoria ci renderà il territorio che stanno cercando di devastare.
Quello che chiediamo è che l’opera non sia autorizzata in questo sito”.

Mandas e Gesico si rivoltano contro le torri eoliche che le società vorrebbero far sorgere dove un probabile esteso villaggio sparì sotto cumuli di fango e detriti.
Infatti c’è una strada romana o nuragica sottoterra, a causa di uno smottamento del terreno che ancora oggi mette in pericolo il territorio.
Questa è solo una delle tante osservazioni proposte per contrastare il progetto.
Non solo: “Dopo l’accaparramento di terreni per realizzare impianti eolici e fotovoltaici da parte delle società multinazionali, adesso si aperta la caccia ai laghi e bacini idrici.
A Guspini, le società hanno battuto palmo a palmo tutte le campagne e hanno depositato, presso il Ministero, ben 18 progetti per impianti agrivoltaici per complessivi 1500 ettari, oltre a una centrale di trasformazione di 4 ettari, impianti di accumulo Bess dove convergerà un reticolo di reti di connessione e cavidotti provenienti da mezza provincia del Medio Campidano” spiega Davide Fadda.
“Uno sconvolgimento dell’agro guspinese che lo trasformerà in un immensa zona industriale per decine di km.Ora una società veneta, con sede a Cassola, Apice verde srl, che fa parte del gruppo Green Holding srl, in partnership con la multinazionale francese Laketricity, a giugno ha presentato presso il comune di Guspini un progetto per un impianto galleggiante in una ex cava, in località Cort’e Semuccu, di proprietà della società FF Serci, operante nel settore degli asfalti e delle costruzioni.

L’impianto previsto ha una potenza di 3,95 MWp e risulta di competenza comunale.

Nonostante il progetto fosse stato protocollato dal 22 giugno, la notizia ed il progetto non è stato reso pubblico e solo il 6 agosto è stato pubblicato l’avviso dell’indizione della conferenza di servizi, prevista per il 7 settembre, per il rilascio del titolo abilitativo.

La notizia ha suscitato subito un grande clamore nel paese e i comitati, che da anni sono presenti e stanno cercando di contrastare questa famelica invasione, si sono rapidamente mobilitati.
Sorprende che, nonostante, nel paese nei mesi scorsi si era ventilata la notizia di questa operazione, questa sia stata tenuta nel più totale silenzio per mesi.
Il Presidio Permanente del Popolo Sardo è prontamente sceso in campo evidenziando anomalie e criticità di natura normativa, procedurale, tecnica e ambientale, presentando immediatamente una diffida in quanto la conferenza di servizi risulta ampiamente incompleta, non essendo stati invitati oltre una decina di enti fondamentali per la valutazione del progetto.
Ma le criticità non si fermano alle modalità procedurali, numerosi sono gli interrogativi su questa ex cava di 5 ettari e profonda decine di metri, diventata nel frattempo un bacino naturalistico, un habitat dove è presente una vasta avifauna compreso uccelli migratori ed è anche diventato un punto importante in caso di emergenza incendi.

Negli anni la società proprietaria della cava, in alternativa al suo ripristino e riempimento chiese alla regione e al comune la sua riconversione per praticare la pesca turismo e la pesca sportiva a seguito di ciò è stata realizzata una struttura di servizio turistico e di ristorazione che sta operando da oltre un anno.
A questo va aggiunto che il sito è letteralmente circondato da importanti siti archeologici come i menhir Perdas Longas, il nuraghe Urradili e una villa romana con terme e acquedotto che si trovano a poche centinaia di metri dal sito del previsto impianto e quindi, parte dei quali, sono all’interno della fascia di rispetto prevista dalla legge.

Oltre alla diffida è stata chiesta la sospensione della conferenza di servizi decisoria, la pubblicazione del progetto per consentire la dovuta trasparenza al fine di poter presentare eventuali le osservazioni da parte dei cittadini o portatori di interesse.

E’ stato inoltre chiesto dal Presidio Permanente del Popolo Sardo e del Comitato Arraju di Guspini la convocazione urgente di un consiglio comunale aperto per consentire la massima partecipazione trasparenza su una questione particolarmente sentita”.

Tags: Sardegna
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