“Questo filo rosso è la sensazione, sempre più diffusa tra le popolazioni locali, di subire una serie di decisioni e modelli senza alcuna possibilità di codecisione”.
Un messaggio condiviso sulla pagina social della chiesa, dove don Antonio Mura, “cittadino italiano e parroco della chiesa portoscusese” ha espresso la sua “povera, preoccupata e sintetica riflessione” riguardo le “pseudo Transizioni verdi” e “Halloween” nel Sulcis Iglesiente, assocciate a “permanenti invasioni”.
“C’è un filo rosso che lega le gigantesche torri eoliche pronte a modificare lo skyline del Sulcis Iglesiente e le zucche di plastica che, alla fine di ottobre, compaiono nei nostri contesti sardi.
Questo filo rosso è la sensazione, sempre più diffusa tra le popolazioni locali, di subire una serie di decisioni e modelli senza alcuna possibilità di codecisione.
Un sentimento, non vittimistico ma resiliente, di essere “invasi” e “sotto costante assedio” che spazia dall’economia all’energia, fino a toccare l’identità culturale profonda dell’Isola.
La riflessione che emerge dalle comunità locali, in particolare in un’area storicamente penalizzata dalle transizioni industriali come il Sulcis IGLESIENTE, evidenzia una ferita aperta: la totale mancanza di coinvolgimento di noi cittadini/e nelle scelte strategiche che cambieranno il volto del territorio per i prossimi decenni”.
Una riflessione diventata virale e che, in un giorno, ha catturato l’attenzione di decine di persone che, con commenti e condivisioni, hanno appoggiato le parole del Don.













