La spiaggia dei centomila ridotta a una discarica a cielo aperto: tra rifiuti, bolle in acqua e cumuli di posidonia in decomposizione, da Marina Piccola all’ex ospedale Marino il Poetto non gode proprio di ottima salute. Resiste quello di Quartu dove sventola la bandiera blu, che si intona perfettamente con le acque cristalline del litorale.
Amato da tutti e deturpato da pochi, ma tanto basta per creare disagi e suscitare rabbia tra gli amanti e gli avventori della spiaggia cagliaritana: dopo una giornata al mare c’è chi non raccoglie l’immondizia raccolta e la lascia sulla soffice sabbia rimodellata dal ciclone Harry l’inverno scorso. Dal largo, o da chissà dove, giungono in riva liquami maleodoranti che fanno le bolle: una schiuma non naturale che ha messo in allerta i bagnanti anche domenica. E, come se non bastasse, la natura ha aggiunto con la posidonia non ancora portata via dal maestrale che, con le alte temperature, non emana proprio un odore gradevole.
Stessa spiaggia ma situazione opposta quella del litorale ricadente nel Comune di Quartu: mare trasparente, spiaggia pulita e prendere il sole e fare il bagno diventa un vero piacere. Eppure basterebbe un pò di senso civico in più per lasciare che la natura prevalga: unica e inimitabile, viene rovinata solo dalle mani dell’uomo arrogante che, senza civiltà e buon senso, lascia ben evidenti i segni del suo passaggio.












