Oristano, è paralizzato il 15enne che, l’estate scorsa, ha sbattuto la testa dopo un tuffo in acqua: ora è ancora ricoverato per le cure riabilitative e per lui è scattata la solidarietà di tutti. Raccolti quasi 36 mila euro in poco tempo, lui “continua a sognare in grande, ma soprattutto a sperare di poter tornare a scuola, con i suoi compagni e i suoi professori”.
È la cugina che racconta la storia del giovane, “un ragazzo di 15 anni pieno di sogni, come tutti i ragazzi della sua età. La vita è un po’ come il mare, a giorni agitato e tempestoso con fondale scuro, a giorni piatto e limpido con i riflessi del sole”. Il giovane “lo adora, ci trascorreva tutte le estati, giocando a pallone sulla spiaggia con gli amici e nuotando nelle acque cristalline del Mar di Sardegna. E a 15 anni, in Sardegna, l’estate inizia con un rito: un tuffo in mare l’ultimo giorno di scuola. Quel suo tuffo però, ha trasformato la sua vita in un abisso tenebroso, dove gli interventi neurochirurgici hanno preso il posto dei libri che lui amava leggere, dove le sale operatorie degli ospedali hanno sostituito le aule del Liceo Scientifico “Mariano IV” di Oristano, che lui frequentava con tutto l’interesse, la tenacia e la curiosità che metteva nello studio, in tutte le materie, da quelle scientifiche a quelle umanistiche. Bello, biondo con gli occhi azzurri e un sorriso dolcissimo, simpatico, affabile con tutti, chiacchierone, generoso, ambizioso ma sempre molto umile e sensibile. Da quel tuffo, tutti i suoi sogni sembrano essersi infranti, a causa della paralisi dovuta alla lesione cervicale. La sua testa ben fatta, però, per dirla alla Edgar Morin, spera di poter tornare a scuola e nella sua amata Sardegna, dalla quale è dovuto andar via a bordo di un elicottero che l’ha trasferito d’urgenza al Policlinico Gemelli di Roma e poi in Emilia Romagna dove, ancora dopo 7 mesi, è ricoverato per le cure riabilitative. Tutta la comunità del suo paese, spera di far conoscere la sua storia in tutta Italia, affinché chi può e come può possa far arrivare alla sua famiglia la propria solidarietà, per garantirgli le cure migliori, per dargli la forza di affrontare questo percorso lungo e complesso con il supporto di tutti. Ci auguriamo che il giovane possa riprendersi in mano la sua vita e con il nostro aiuto possa guardare avanti per far si che quel tuffo non sia l’ultimo”.












