L’omicidio del giovanissimo ricercatore universitario friulano Giulio Regeni, avvenuto a Il Cairo nell’inverno del 2016 ha scosso per anni le coscienze di tutto il Mondo. Giulio fu ritrovato senza vita il 3 febbraio di 10 anni fa con addosso segni di lividi, fratture e bruciature su tutto il corpo.
Oggi è stata emessa la sentenza presso il
tribunale di Roma, e sono stati condannati a 10 anni gli agenti dei servizi segreti egiziani: il maggiore Magdi Ibrahim Abdelal Sharif – per il quale la procura aveva chiesto l’ergastolo – e i colonnelli Uhsam Helmi e Athar Kamel Mohamed. Assolto il generale Tariq Sabir. La condanna fa riferimento al reato di sequestro mentre è decaduta quella per omicidio.
“È evidente che bisognerà leggere le motivazioni, ma oggi sappiamo che la nostra fede nella giustizia è stata ben riposta. Da oggi tutti i cittadini del mondo possono sentirsi più sicuri, da stasera tutti i regimi del mondo e i loro apparati, le loro divise, saranno costretti a ricordarsi che la dignità delle persone è inviolabile così come i loro corpi”, le parole di Alessandra Ballerini, legale della famiglia Regeni.
Soddisfatto l’avvocato Tranquillino Sarno che difende gli imputati: ”Aspettiamo le motivazioni ma siamo soddisfatti che sia caduta l’accusa di omicidio, che era il reato più grave”, ha detto ad Adnkronos, “e su cui veramente c’erano pochissimi elementi, e per l’assoluzione di Tariq Sabir, perché anche per lui c’era ben poco. Il suo nome, oltre che nell’appello a inizio udienza, è uscito fuori pochissime volte”.
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