È stata effettuata stamattina a Roma una nuova perizia disposta dalla commissione parlamentare di inchiesta sulla morte di David Rossi, l’ex capo della comunicazione del Monte dei Paschi di Siena morto dopo essere precipitato da un palazzo della banca a Siena nel 2013. La famiglia da anni si batte affinché emerga tutta la verità su quella tragica sera in cui la vita di David si è fermata per sempre, lasciando nel dolore e nel dubbio tutti coloro che lo amavano e lo amano ancora.
Da quanto emerso dalla simulazione effettuata nella palestra dell’Università del Foro Italico in queste ore, Rossi sarebbe stato aggredito in modo violento da più persone e la vittima avrebbe anche tentato di difendersi.
“La perizia conferma che gran parte delle lesioni di David Rossi sono state procurate da un meccanismo di aggressione che lui ha subito. Al netto delle lesioni dell’impatto del corpo al suolo, altre sono incompatibili con la precipitazione. Ad esempio la frattura capitello radiale sinistro, emersa da una tac, è compatibile con meccanismo indiretto di leva esercitata da una terza persona che agisce sull’arto superiore sinistro. Dunque tutto è molto compatibile con un fatto aggressivo”, il commento riportato da La Nazione di Marco Nigrisoli, consulente tecnico nominato dalla commissione parlamentare di inchiesta sulla vicenda Rossi.
“Quella sera – ha chiarito l’altro consulente tecnico Robbi Manghi – non è successo nulla che Rossi si sia procurato da solo prima della precipitazione, evento procurato da terzi dopo un’aggressione: questo è un dato certo”.
Rossi sarebbe stato quindi afferraro “da persone con notevole forza delle mani”, lo dimostrano le ferite da “trascinamento e strisciamento”. Inoltre “tutte le lesioni addominali nella parte terza dell’addome sono state create da terzi, da un pugno o una ginocchiata o comunque un colpo assestato”. Sono un “segno del forte trauma contusivo” anche le “lesioni a zigomi dovute a percosse”, così come le “le lesioni da trascinamento alla coscia”. Ci sono inoltre “tracce ematiche sulla camicia e macchie di unto tipiche dei pomelli alla base delle finestre, forse dovute ad azioni di trascinamento sulla parte inferiore dell’addome. Non mortali ma compatibili con l’aggressione”.













