“M’Poku” Zemaniano

Il numero 40 rossoblù appare in difficoltà

Si era presentato così, quell’8 febbraio. Lui, Paul Josè M’Poku, mezzo congolese e mezzo belga, polsino bianco, cresta bionda, due polpacci da culturista, faccia di chi sa che può spaccare il mondo e passo felpato. “Dribblo dunque sono”. Il gol all’esordio lo offre la casa. Il popolo rossoblù l’ha visto e se n’è innamorato, forse perché in quel numero 40 vedeva l’uscita dal tunnel, l’uomo in grado di prendere il Cagliari sulle proprie spalle e regalargli la salvezza a colpi di suola.

Ed in effetti sembrava che così potesse essere, specie nelle prime uscite con Zola, in cui M’Poku aveva stregato tutti con giocate da campione.

Poi è arrivato Zeman, l’allenatore del calcio champagne, l’attacco prima di tutto. Il boemo pareva essere l’allenatore giusto per le caratteristiche del 22enne, che sembrava poter essere il suo Insigne: classe, tecnica, assist e gol al servizio di un attacco che poteva esplodere. Ed invece tutto è andato al contrario di come sarebbe dovuto andare. M’Poku si è rivelato il giocatore in assoluto meno Zemaniano di tutta la rosa.

Perché se è vero che il ragazzo ha un talento sconfinato, è vero anche che non è un giocatore velocissimo. Magari vede la porta più di un Farias, ma il brasiliano, con le sue accelerazioni, sembra più adatto al gioco del boemo, che sulle fasce ha bisogno di calciatori scattanti pronti a ribaltamenti di fronte improvvisi. Il vero peccato (se da un lato è motivo di grande orgoglio) è che M’Poku sia stato convocato dalla nazionale congolese: non potrà quindi trarre giovamento dalla pausa, che sarebbe stata preziosa per istruirlo al credo calcistico di ZZ.

Di ritorno dalla pausa il Cagliari dovrà scattare e sferrare l’assalto decisivo alla salvezza.

“Polo”,vuole dare una mano e dire la sua. E pazienza se al momento è il meno Zemaniano della rosa. C’è sempre tempo per diventare belga-congo-boemo.

 

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