L’incontro odierno in Prefettura con il Direttore Generale, il Direttore Sanitario e il rappresentante delle Relazioni Sindacali dell’ARNAS G. Brotzu è stato un confronto duro, a tratti aspro, ma necessario. Il Referente Regionale USB PI Sanità Gianfranco Angioni ha rappresentato al tavolo con chiarezza la posizione dell’Organizzazione Sindacale, portando le rivendicazioni delle lavoratrici e dei lavoratori e chiedendo risposte concrete sulle numerose criticità ancora aperte, priorità per le assunzioni e stabilizzazioni.
USB PI Sanità è arrivata al confronto con una posizione precisa: basta rinvii, basta promesse, basta impegni senza atti. Dal confronto sono emersi impegni precisi, messi nero su bianco. Ma la vertenza non è chiusa e lo stato di agitazione resta aperto.
Tra gli impegni assunti c’è il pagamento delle RAR Trapianti, con trasmissione al Collegio Sindacale del progetto di ripartizione.
Separatamente, nell’ambito dell’accordo sulle indennità di Pronto Soccorso, USB PI Sanità ha proposto l’inserimento di una clausola di salvaguardia per il Pronto Soccorso generale, pediatrico, ginecologico e ostetrico, senza vincolo di inserimento nei flussi informativi. Una proposta avanzata dall’Organizzazione per tutelare il riconoscimento delle indennità connesse alle attività effettivamente svolte.
È stato inoltre assunto l’impegno al pagamento degli incentivi tecnici, applicando il precedente regolamento per i procedimenti già conclusi; all’avvio del percorso di stabilizzazione del personale avente titolo del ruolo sanitario, tecnico e amministrativo; all’avvio di un percorso per le assunzioni a tempo indeterminato del personale oggi titolare di contratto a tempo determinato; e all’ampliamento della platea assunzionale del personale infermieristico dopo la pubblicazione della graduatoria concorsuale.
Sul tavolo anche la definizione del regolamento mensa, con estensione del buono pasto ai lavoratori turnisti che non possono usufruire del servizio, l’immediata costituzione dei Fondi contrattuali dopo la nota della ASL di Cagliari del 25 settembre, la predisposizione del piano delle pronte disponibilità e la verifica dello straordinario maturato ai fini della sua messa in pagamento.
Per USB PI Sanità questo non è un elenco di concessioni. Sono diritti, risorse e impegni che devono diventare immediatamente atti concreti.
Il personale del Brotzu non può continuare a tappare i buchi di un’organizzazione che presenta carenze strutturali. La pronta disponibilità non può diventare la risposta ordinaria alla carenza di personale. Lo straordinario non può trasformarsi nella stampella permanente della programmazione aziendale. La precarietà non può diventare un modello organizzativo.
Chi dirige una grande azienda sanitaria deve programmare organici e servizi, non contare sulla disponibilità infinita dei lavoratori.
USB PI Sanità ha rappresentato inoltre la necessità di costituire nuclei operativi per le manutenzioni da distribuire nei tre presidi ospedalieri, così da garantire risposte più rapide ed efficienti. Anche su questo la Direzione ha convenuto sulla necessità di intervenire.
Bene. Ma ora, ancora una volta, dalle parole bisogna passare agli atti.
Sul Businco la partita resta aperta. Sono emerse diverse problematiche, in particolare quelle relative alla base impiantistica collegata al corpo centrale. L’Amministrazione ha rappresentato le proprie posizioni sui ritardi, ma per USB PI Sanità il punto è semplice: dopo oltre un anno vogliamo una data certa di consegna.
Non è accettabile che un’opera fondamentale per la sanità pubblica continui a essere rinviata. Non ci interessano ulteriori giustificazioni: vogliamo sapere quando il Businco sarà consegnato e pienamente utilizzabile.
USB PI Sanità ha chiesto inoltre la ricognizione dei posti letto disponibili al Businco, verificandone la possibilità di utilizzo per le specialistiche attinenti, nell’interesse dei servizi e degli utenti.
Nel corso del confronto è emersa anche una diversa lettura del ruolo che USB PI Sanità sta esercitando, ricondotto dall’Amministrazione a una possibile dimensione politica. Prendiamo atto di questa lettura, ma rivendichiamo con forza la nostra autonomia.
USB PI Sanità non fa politica di partito e non risponde a nessuno schieramento. Fa sindacato, senza padroni e senza padrini.
La nostra lotta l’abbiamo condotta con tutti, a livello regionale e aziendale, senza distinzione di colore politico, ogni volta che abbiamo ritenuto necessario difendere le lavoratrici e i lavoratori e tutelare la sanità pubblica. Abbiamo guardato agli atti, alle decisioni e alle loro conseguenze.
Quando sono in gioco i diritti dei lavoratori e la salute degli utenti, per noi non esistono colori politici: esiste una parte da difendere.
Quella parte sono le lavoratrici e i lavoratori che ogni giorno tengono in piedi i servizi. Sono gli utenti che hanno diritto a una sanità pubblica efficiente, sicura e accessibile.
Per questo non chiudiamo lo stato di agitazione.
Il confronto in Prefettura non rappresenta la fine della vertenza. È un punto di verifica. Gli impegni sono stati messi nero su bianco e ora saranno verificati uno per uno.
Non vogliamo altri tavoli interlocutori senza esito. Non vogliamo altre rassicurazioni. Non vogliamo altre dichiarazioni di intenti.
VOGLIAMO PROVVEDIMENTI, PAGAMENTI, ASSUNZIONI, STABILIZZAZIONI, ORGANICI ADEGUATI E TEMPI CERTI.
Se gli impegni non saranno rispettati in tempi brevissimi, ripartirà la mobilitazione, senza sconti e senza attenuanti, fino allo sciopero generale.
E se, nonostante tutto, le criticità dovessero continuare a rimanere irrisolte, sarà inevitabile che chi ha responsabilità istituzionali e di governo si interroghi sulla capacità dell’attuale assetto gestionale di garantire le risposte che questa Azienda, i lavoratori e gli utenti meritano.
Qualcuno dovrà accorgersi che il tempo è finito.
Il personale del Brotzu ha già dato tutto quello che poteva dare. Adesso servono risposte, responsabilità e fatti.












