“Monte Claro, una coppia di cigni con i loro piccoli salvata dal grande lavoro dei volontari del parco”

Il racconto di un nostro lettore: “Non è vero che gli animali del parco sono trascurati, al contrario sono stati salvati dall’assalto delle cornacchie. E grazie al loro aiuto ogni anno nascono i nuovi cigni”

Gent.mo Direttore,
le scrivo in merito all’articolo del 24 maggio intitolato Cagliari,
allarme a Monte Claro: “Cigni, oche e galline in piccoli recinti” per
manifestarle il mio sgomento nel leggere quell’articolo che getta
ingiustamente discredito sulla gestione di una delle realtà più positive
della nostra città.
Sono un frequentatore abituale del parco da alcuni anni. Ogni mattina,
nelle prime ore della giornata, percorro quei viali e mi godo un
ambiente naturale unico al centro della città. Conosco ogni pianta e
ogni animale che in quell’ambiente convivono, e sono testimone
dell’impegno quotidiano di tutto il personale che gestisce il parco,
dedicandosi alla cura e alla pulizia di prati e vialetti e alla cura
degli alberi e degli animali che lì hanno stabilito la loro residenza
abituale. So pure che gli animali del parco sono continuamente seguiti
da un veterinario.
Come ogni anno tra aprile e maggio la coppia di cigni che popola il
laghetto preparano un grosso nido e, dopo aver deposto le uova, la
femmina le cova per circa un mese. Io e mia moglie seguiamo questo
evento ogni anno e purtroppo ogni anno i piccoli cigni che nascono sono
attaccati e uccisi da cornacchie e gabbiani.
Quest’anno solo due delle uova deposte si sono schiuse e sono nati due
bellissimi piccoli cigni, dei quali vi mando la foto, le uova non
schiuse sono state invece fatte rotolare fuori dal nido da mamma cigno.
I giardinieri del parco hanno cercato di recintare l’area del nido per
cercare di evitare anche questa volta gli assalti di gabbiani e
cornacchie, ma quando uno dei piccoli è stato aggredito e ferito a
morte, su indicazione del veterinario, sono stati costretti a spostare
la mamma con il piccolo in un’area protetta entro delle grandi gabbie
per consentire al piccolo di poter crescere al sicuro fino a che non
potesse difendersi da solo. La stessa sorte è toccata a una nidiata di
anatre che per essere salvate dagli attacchi dei predatori sono state
fatte crescere in una gabbia accanto a quella del cigno e a breve
saranno reinserite nel parco.
Quasi quotidianamente, nelle nostre passeggiate mattutine ci siamo
recati ad osservare la crescita dei piccoli che venivano nutriti e
curati quotidianamente dal personale del parco e se il parco di Monte
Claro, dopo tanti anni, potrà vedere crescere la popolazione di cigni e
anatre sarà merito di queste cure.
Per questi motivi sono sconcertato dalla superficialità, dalla mancanza
di una corretta verifica dello svolgimento dei fatti, dall’allarmante
facilità con cui si lanciano velenosissime accuse senza distinguere il
vero dal falso, il positivo dal negativo, il bello dal brutto; accuse
che gettano discredito e infangano una delle realtà più positive della
nostra città.
Gentile Direttore, io spero che alla fine la realtà dei fatti possa
prevalere con medesimo clamore mediatico sui travisamenti, sulle
imprecisioni e sulle affrettate conclusioni di chi dovrebbe invece
mostrare ben altra attenzione e pacatezza.
La saluto cordialmente
Carlo Peddis


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