Assemini, due anni dopo: la Consulta degli anziani ancora senza una sede.
A distanza di due anni dall’ultimo appello pubblico la situazione non è cambiata: la Consulta degli anziani di Assemini continua a non avere una sede stabile. E, a ben vedere, il problema si trascina da molto più tempo, senza che sia stata trovata una soluzione concreta che consenta agli iscritti di avere uno spazio pubblico dignitoso dove incontrarsi e svolgere attività sociali. La protesta, questa volta, è diventata visibile. Nei giorni scorsi il presidente Vincenzo Soru, insieme a un gruppo di anziani, ha affisso uno striscione in stoffa nella centralissima via Sardegna. La scritta, realizzata con un grosso pennarello, è semplice ma diretta: “Sede Consulta degli anziani”. Un messaggio essenziale che racchiude una richiesta rimasta finora inascoltata. La domanda che molti si pongono è sempre la stessa: perché l’amministrazione comunale guidata dal sindaco Mario Puddu e gli uffici competenti non abbiano ancora risolto una questione che riguarda un centinaio di cittadini. Soprattutto alla luce di alcuni atti e segnali che, in passato, avevano fatto sperare in una soluzione imminente, poi però naufragata. Gli anziani continuano così a ritrovarsi all’aperto, sulle panchine delle piazze o lungo le vie del paese, adattandosi alle condizioni del momento. Seguono il sole e l’ombra durante la giornata, trasformando spazi pubblici in luoghi di socialità improvvisata. Ma questa non può essere considerata una risposta adeguata a un bisogno sociale reale e diffuso. «Siamo circa cento iscritti e siamo ancora senza una casa», ribadisce il presidente Soru. «Chiediamo semplicemente un locale accessibile, nel centro del paese, dove poter stare insieme, giocare a carte o a dama, parlare e condividere il tempo. Un luogo dotato anche di servizi adeguati, soprattutto per chi ha difficoltà motorie». Il disagio non è solo logistico, ma anche sociale per molti anziani, spesso soli o vedovi, questi momenti di incontro rappresentano un argine contro l’isolamento. La mancanza di uno spazio stabile rischia di trasformarsi in un problema più profondo, che riguarda la qualità della vita e il benessere della comunità. «Non chiediamo privilegi – aggiunge Soru – ma il riconoscimento di un diritto. Vogliamo organizzare un incontro pubblico e coinvolgere tutta la popolazione anziana per far emergere questa esigenza e ottenere finalmente una sede che ci spetta». Anche dal mondo associativo arrivano critiche. «È difficile capire come un paese delle dimensioni di Assemini non abbia un centro di aggregazione per gli anziani», osserva Veronica Matta. «Le panchine non possono essere l’unico luogo di incontro. Gli anziani hanno bisogno di spazi dove sentirsi parte della comunità, dove condividere esperienze e mantenere viva la memoria collettiva». «In effetti l’ideale sarebbe creare la Casa delle Consulte: uno spazio unico che possa accogliere giovani, donne e anziani, riunendo tutte le realtà partecipative all’interno dello stesso edificio», dichiara Alessandro Casula, consigliere del Partito Democratico e membro dell’opposizione in Consiglio comunale.
La vicenda resta aperta, mentre cresce il senso di attesa – e di frustrazione – tra i cittadini coinvolti. Nel frattempo, quello striscione in via Sardegna continua a ricordare a tutti una questione ancora irrisolta.
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