Alta tensione per il Cpa che splode e, tra denunce e proteste, c’è chi pensa addirittura di vendere la casa per trasferirsi altrove.
“Non esistono giornate tranquille, siamo sempre in allerta: a Ferragosto eravamo blindati in casa per il timore di furti nelle abitazioni, se un vicino esce l’altro rimane per sorvegliare la sua casa. La notte dormiamo ma basta sentire il cane abbaiare e ci dobbiamo alzare. Saccheggiano le macchine in sosta, rubano addirittura la biancheria stesa, al supermercato rubano carrelli pieni di spesa e da poco è stato preso un pollo cotto dal bancone e mangiato. Io non esco più a piedi, sono stata molestata da tre uomini che si sono abbassati i pantaloni davanti a me. Chi vuole delinquere non è da solo ma in gruppo e, a quel punto, gli devi dare ciò che chiedono”.
E ancora: “poco tempo fa un individuo ha messo fuoco alla spesa della caritas in un parchetto. Stava per prendere fuoco un albero, ho avvisato subito le forze dell’ordine e gli abbiamo detto di spegnere le fiamme. Ha saltato sopra e poi ha urinato”.
Questi sono solo alcuni episodi raccontati da M.D. a Casteddu Online, una residente di Monastir che da tempo segnala cosa accade in paese. “Non siamo razzisti e non vogliamo essere additati per tali, ma non si può continuare a vivere così. Il rischio è reale, non siamo sicuri perché molti di loro non si vogliono proprio integrare. Chi lavora e si comporta bene è ben accolto e amico di tutti, in tanti per fortuna sono così, ma altri assolutamente no”.
È un fiume in piena mentre racconta alcuni fatti avvenuti in questi ultimi mesi, “io stessa sono stata molestata, ero a passeggio con il mio cane e per fortuna li ha messi in fuga. Il mio animale è morto e a piedi, ora, non esco più. Con altre due donne, una sera, abbiamo rincorso 6 uomini e, un’altra volta, uno di loro mi ha toccato il braccio ma gli ho dato uno schiaffo e in due sono caduti dalla bicicletta. L’anno scorso hanno molestato una ragazzina di 15 anni, erano armati”.
Uscire a passeggio non è più fattibile, è fantascienza. Il paese era un gioiello. Hanno distrutto i nostri equilibri. Abbiamo le telecamere in casa ma viviamo nell’ansia. Stiamo vivendo male, non ci possiamo permettere una vacanza, abbiamo anche pensato di andarcene”.
Non solo: “Un giorno, assieme a mio marito, abbiamo visto due uomini fare sesso tra di loro. In testa avevano un turbante, indossavano una veste lunga celeste e avevano la barba. Noi siamo adulti, ma se li avesse visti un bambino?”
M.D. racconta ancora che la situazione è drammatica anche lungo la Ss131: “Durante il giorno ma soprattutto la notte attraversano tutti insieme. Alcune volte sono stati visti rimanere immobili in mezzo alla strada per far spaventare gli automobilisti che sono stati costretti a frenare all’improvviso, rischiando, a loro volta, di schiantarsi.
Le richieste: “Ci sentiamo abbandonati a noi stessi, non si rendono conto che abbiamo bisogno della presenza costante delle istituzioni di competenza per evitare che la situazione degeneri ulteriormente”.
Soffiare sul fuoco del malcontento per scopi personali o per pura rabbia è un atto di profonda irresponsabilità. È il messaggio più sbagliato e pericoloso da dare ai nostri giovani. Le nostre famiglie sono già stremate, angosciate e preoccupate per una situazione che si trascina da troppo tempo a causa delle tensioni tra i cittadini e gli ospiti della struttura di #Monastir, non hanno bisogno di ulteriori provocazioni, ma di essere protette e tutelate. Chi incita alla rivolta o alla reazione violenta non sta difendendo il paese: sta usando i nostri ragazzi senza curarsi delle conseguenze devastanti che ricadranno esclusivamente sulle loro vite e sui loro genitori.
La complicità degli adulti malintenzionati.
Vogliamo dirlo con assoluta chiarezza: se qualche adulto, in modo malintenzionato, spinge i nostri ragazzi a compiere atti illeciti o poco legali, ne è a tutti gli effetti complice.
Chi si comporta così dimostra chiaramente di non avere a cuore la tutela dei ragazzi e delle loro famiglie, ma di volerli soltanto esporre a pericoli enormi. Questo non è amore per la propria comunità, ma una deliberata e pericolosa strumentalizzazione dei nostri figli.
Parliamo di ragazzi giovanissimi, con un intero futuro ancora da scrivere. Molti di loro sono prossimi a concorsi pubblici, percorsi universitari o all’ingresso nel mondo del lavoro.
Chi trasmette loro questi messaggi sbagliati dimentica – o finge di dimenticare – la realtà dei fatti: Un futuro compromesso, una denuncia o una condanna per violenza o lesioni macchia indelebilmente le loro vite, distruggendo all’istante la possibilità di accedere a concorsi pubblici o carriere lavorative” si legge.
“Un peso insostenibile sulle famiglie, le questioni legali si traducono immediatamente in anni di calvari giudiziari, ansia costante per i genitori e nel pagamento di tasca propria per gli avvocati.
Le famiglie vanno tutelate da questo baratro economico e psicologico, non spinte a caderci dentro.
Proteggiamo la nostra gioventù
Invitiamo i genitori, gli educatori e i cittadini responsabili a fare muro e a parlare con i ragazzi. Non permettiamo a nessuno di strumentalizzare l’esasperazione strutturale e sociale di Monastir per bruciare il futuro delle prossime generazioni attraverso messaggi distorti.
La richiesta di sicurezza è legittima e sacrosanta, ma va incanalata esclusivamente nelle sedi istituzionali” scrive A.S.
“Io spero solo per la sicurezza dei nostri figli, perché non va bene che un figlio/ a ti dica ho paura di prendere il pullman per andare a scuola e rientrare a casa” esprime B.B.
“C’è giustizia? Dobbiamo farci derubare e molestare da queste persone? Dobbiamo aspettare che succedano le tragedie” scrive C.R.
“Bisogna mettere in atto una integrazione attiva, un inserimento lavorativo nei servizi socialmente utili, per esempio, facendoli sentire utili nella società in cui vorrebbero vivere. I soldi eventualmente elargiti sarebbero come remunerazione per il lavoro svolto. Invece di lasciarli abbandonati a sé stessi. Soluzioni potrebbero essercene tante, volendo”, propone S.F.
Insomma, una situazione tesa denunciata anche dai sindacati delle forze dell’ordine e che merita di essere placata per il bene di tutti, sia dei migranti giunti in Italia che per i residenti della cittadina.













