La trasformazione del centro migranti di Monastir in Centro di permanenza per il rimpatrio (Cpr) riaccende il dibattito sulla gestione dell’immigrazione in Sardegna. Se da un lato il deputato di Fratelli d’Italia Salvatore Deidda parla di una risposta concreta per contrastare l’immigrazione irregolare e accelerare le procedure di espulsione, dall’altro il sindacato di Polizia ANIP Italia Sicura denuncia gravi criticità organizzative e carenze nei sistemi di sicurezza della struttura. Deidda accoglie con favore il passaggio a Cpr, definendolo uno strumento fondamentale per affrontare i continui arrivi di migranti algerini sulle coste sarde. Dopo un recente sopralluogo nel centro, il parlamentare ha però chiesto un rafforzamento delle misure di sicurezza a tutela degli operatori e delle comunità locali. Tra le proposte avanzate anche quella di attivare rimpatri diretti dalla Sardegna all’Algeria, evitando il trasferimento dei migranti verso Roma e riducendo tempi e costi delle procedure.
Di segno opposto il giudizio di ANIP Italia Sicura, che parla di una gestione inefficace dell’Hotspot-Centro di Prima Accoglienza attivato nelle scorse settimane. Secondo il sindacato, la struttura soffrirebbe di problemi di coordinamento, carenza di controlli e insufficienza del personale impiegato nella vigilanza, a fronte di una presenza complessiva stimata tra 500 e 600 persone. Tra le criticità segnalate ci sono la limitata copertura dei servizi di sorveglianza, l’inadeguatezza delle recinzioni e alcuni episodi di allontanamento di migranti dal centro, che di sera è totalmente fuori controllo. “Le guardie giurate incaricate del controllo degli accessi terminano il servizio alle 17. Da quel momento il centro, di fatto, rimane privo di un adeguato presidio: ingressi e uscite avvengono senza controlli efficaci, trasformando la struttura in una vera e propria zona franca”, spiega il sindacato. “Anche le barriere perimetrali si dimostrano del tutto inadeguate. La vegetazione non viene nemmeno mantenuta, riducendo ulteriormente la visibilità e favorendo l’allontanamento delle persone ospitate. Emblematico quanto accaduto due giorni fa, quando un gruppo di migranti “appena”sbarcati si è allontanato dalla struttura, facendo perdere completamente le proprie tracce. Una situazione che rappresenta non solo un evidente spreco di risorse pubbliche, ma anche il fallimento di un modello gestionale incapace di garantire gli standard minimi di sicurezza e operatività”. Per questo il sindacato ha annunciato l’invio di un dossier al Ministero dell’Interno e alle autorità competenti, chiedendo interventi immediati per garantire maggiore sicurezza sia agli operatori sia ai cittadini del territorio.










