I cordoli in cemento realizzati per separare le piste ciclabili dalla carreggiata sono al centro di un duro attacco da parte dell’ex consigliere comunale Ettore Businco, che li definisce senza mezzi termini un pericolo per la sicurezza stradale.
“Sono sempre stati usati dai tecnici invasati del servizio mobilità per rendere la vita difficile alle automobili, dietro l’alibi ballerino di proteggere gli inesistenti ciclisti”, scrive Businco, secondo cui questi manufatti rappresenterebbero un rischio non solo per chi li dovrebbe tutelare, ma per l’intera utenza della strada.
“Questi cordoli killer costituiscono, come credo sia evidente a chiunque, un pericolo per gli stessi ciclisti, per i pedoni, ma soprattutto per i motociclisti e anche per le automobili”, afferma l’ex consigliere, rivendicando la necessità di un approccio più equilibrato tra le diverse categorie di utenti della strada. “Ho sempre sostenuto che l’incolumità di un motociclista, fino a prova contraria, non vale meno di quella di un ciclista”, aggiunge, definendo le piste ciclabili “trappole ideologiche pochissimo frequentate” che avrebbero stravolto viabilità, sicurezza e fluidità della circolazione cagliaritana.
Nel suo intervento Businco chiama in causa direttamente l’amministrazione comunale: “Sarebbe il caso di ricordare che il Comune ha il dovere di bilanciare gli interessi di tutti gli utenti della strada, non solo di alcuni rispetto ad altri”. L’ex consigliere chiede inoltre che il servizio viabilità renda pubblici, “dopo 15 anni di latitanza”, i dati reali sui flussi ciclistici delle piste e corsie realizzate in città, sostenendo che vengano progettate “senza tenere in alcun conto del loro effettivo utilizzo”.










