Mare, il windsurf di Battisti come colonna sonora. Lo sport aiuta a scoprire le spiagge più belle   

Negli anni Ottanta anche Lucio Battisti celebrava il mare della Sardegna come posto ideale per fare sport e stare in pace con il mondo lontano dalla “rumorosa” città. Lo faceva in una delle canzoni del suo primo album post Mogol. Il titolo del brano? Windsurf windsurf. PUBBLIREDAZIONALE

MARE

Il windsurf di Battisti come colonna sonora, lo sport aiuta a scoprire le spiagge  più belle.

Negli anni Ottanta anche Lucio Battisti celebrava il mare della Sardegna come posto ideale per fare sport e stare in pace con il mondo lontano dalla “rumorosa” città. Lo faceva in una delle canzoni del suo primo album post Mogol. Il titolo del brano? Windsurf windsurf.

Sì, perché di spiagge e correnti marine che vanno bene per le tavole, a vela o senza vela, la Sardegna è piena. L’ultimo esempio nei giorni scorsi con il ritorno del Buggerru surf trophy, finale del campionato italiano junior di surf,  federazione italiana Fisw Surfing. La manifestazione ha portato nelle coste del Sulcis quarantadue atleti da tutta Italia. Ma è un numero che, in chiave turistica, va moltiplicato tra allenatori, staff, amici e familiari, almeno per quattro o per cinque. Con il risultato che, per una settimana, nei ristoranti (almeno a pranzo) e nelle strutture ricettive della zona si è registrato il tutto esaurito. Con numeri non male per il “mare d’inverno”. Va poi aggiunto l’aspetto promozionale che questi eventi portano con loro a furia di foto postate sui social. Con il discorso che si allarga dalla spiaggia di Buggerru alle vicine Cala Domestica e Portixeddu. Uno sport che diventa spot per le prossime vacanze estive: anche per turisti che ai salti tra le onde preferiscono la stabilità dello stare sdraiati sul telo da bagno sotto l’ombrellone.

 

E perché, dalla parte opposta della Sardegna, Porto Pollo? Estremo nord. Ed estrema bellezza. Il drone dall’alto inquadra una spiaggia lunga e stretta. Una striscia che si stacca dalla costa, bagnata dal mare su entrambi i lati. Con un promontorio finale di rocce basse e macchia mediterranea, posto ideale per tende e bungalow. È il paradiso di tutti. Di chi fa windsurf perché, da una parte o dall’altra, trova sempre un vento che gonfia le vele.

E di chi vento non ne vuole, perché cerca solo mare e sole: c’è sempre, ogni giorno, un angolo al riparo, basta spostarsi di una decina di metri. E lo sport può far conoscere anche posti sì conosciuti, ma meno battuti dal turismo estivo. Ad esempio nell’Oristanese ci sono posti e spiagge come Putzu Idu e Mandriola. Che sono lo scenario della sagra del surf di Capomannu. Qui, più che mare d’inverno, è mare d’autunno. 

Quest’anno la manifestazione è saltata, ma normalmente per l’appuntamento in quella zona arrivano circa ottomila persone, moltissime da oltre Tirreno. E trovano posti d’incanto. Prendiamo Putzu Idu, ma anche S’Arena scoada e Mandriola: vegetazione ancora selvaggia, mare azzurro, granelli di quarzo. Davanti c’è l’isola di Mal di Ventre, con la possibilità di effettuare escursioni guidate e sentirsi un po’ pirati nell’isola del tesoro. Alle spalle delle spiagge anche saline e fenicotteri per chi non si accontenta di tuffi e tintarella. A pochi chilometri ci sono tutte le spiagge migliori dell’Oristanese. Sono quelle per intenditori. Per Mari Ermi qualcuno dice che la sabbia è la più bella del mondo: chicchi che sembrano di riso. Tutti colorati, uno diverso dall’altro. Rosa, arancio, viola, verde, marrone. E poi Is Aruttas, considerata sette anni fa da Vanity Fair una delle spiagge più belle del mondo. Sempre con la sabbia fatta di perline colorate. Spostiamoci nell’altra costa, quella settentrionale. E lì una delle capitali è la Marinedda che ogni anno ospita un importante e internazionale contest di surf. Belle onde per un weekend o un mese da leoni. Ma anche uno scenario unico di rocce, sabbia finissima e dune.  E acqua cristallina.

Nel regno degli sport non bisogna dimenticarsi chi ha fatto la storia: Caprera. E qui c’è il centro velico nato cinquantatré anni fa quando la vela non era ancora moda, ma roba per veri appassionati e lupi di mare. Un’isola con angoli che affascinano fin dal nome: dalla spiaggia del Relitto a Cala brigantina. Gli sport acquatici vanno nei posti belli. E infatti Luna Rossa, la formula uno della vela, ha scelto il golfo di Cagliari. Dal molo Ichnusa, quartier generale della squadra di Max Sirena ora in Nuova Zelanda per le tappe di avvicinamento alla Coppa America, al Poetto è una passeggiata. E la spiaggia di Cagliari, uno degli arenili urbani più lunghi al mondo, è anche la spiaggia delle centomila vele. Dagli hobie cat ai windsurf passando per i kite, proprio i colori delle vele che sfruttano il vento per far volare tavole o barche sono una costante del panorama. A proposito di Luna Rossa, i velisti a Cagliari hanno fatto amicizia con i delfini che si avvicinavano non solo alla barca, ma anche al molo Ichnusa: il video che racconta questa incredibile storia di mare sardo ha fatto il giro del mondo. 

 

Contenuto realizzato in collaborazione con la Regione Autonoma della

Sardegna , Assessorato del Turismo , Artigianato e Commercio.

Ripartiamo dalla Sardegna.  Sardegna: capace di abbracciare il mondo


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