“La Sardegna unica regione a non avere una legge a tutela della biodiversità”

“Biodiversità, serve una legge regionale”: la richiesta arriva dal festival delle Erbe Spontanee in corso a Ussaramanna: la Sardegna è l’unica regione italiana ancora senza una normativa di protezione della propria flora, nonostante solo la Sicilia disponga di un numero di specie vegetali più alto di quelle presenti nell’isola”

“La Sardegna è l’unica regione italiana senza una legge regionale di protezione della propria flora, nonostante 2700 specie vegetali autoctone e oltre 2000 varietà di interesse agronomico, che fanno dell’Isola la seconda regione italiana (dopo la Sicilia) per numero di specie”. Lo ha detto questa mattina Gianluigi Bacchetta, direttore dell’Orto Botanico dell’Università di Cagliari, durante la tavola rotonda che ha aperto il Festival delle Erbe spontanee, in corso fino a domani a Ussaramanna, con la 35 Mostra delle erbe e la Sagra de sa Pardula.

“La collaborazione con l’Università di Cagliari – ha sottolineato il sindaco Marco Sideri – è assolutamente strategica, farà fare un salto di qualità all’iniziativa e ci consentirà di proseguire nella direzione intrapresa”.

Quello a cui ha fatto riferimento il docente di Botanica dell’Ateneo del capoluogo sardo è un patrimonio che – nel contesto mondiale – ha un rilievo enorme: quelle vegetali rappresentano il 98% delle biomasse viventi del pianeta. Per questo, per la prima volta oggi a Ussaramanna sono riunite tutte le istituzioni che hanno competenze sulla diversità vegetale sarda: assessorati, agenzie regionali, ordini professionali e atenei della Sardegna stanno facendo il punto della situazione, per capire come conservare, tutelare e valorizzare l’immenso patrimonio sardo. Gli Stati Generali della Biodiversità intendono proporre ai nuovi amministratori regionali un percorso che possa condurre finalmente all’approvazione di una legge, necessaria anche perché la globalizzazione dei mercati rischia di far scomparire molte specie vegetali locali, a favore di quelle più commercializzate, e soltanto pochissime specie presenti in Sardegna sono attualmente utilizzate a scopi nutrizionali, farmaceutici e nutraceutici proprio perché poco conosciute o poco sfruttate.

“Non dobbiamo mettere in cassaforte questa ricchezza – ha rimarcato Bacchetta – ma valorizzarla, ma come si fa se dopo 10 legislature regionali non è mai stata approvata una legge? La prima proposta risale a 46 anni fa, su un tema evidentemente bipartisan. Ma, ad oggi, dal 1973, non si è ancora riusciti ad avere una legge”. Al tavolo con il direttore dell’Orto Botanico dell’Università di Cagliari ci sono Gianluca Orrù (Assessorato Difesa Ambiente della Regione Autonoma della Sardegna), Alberto Masci dell’Agenzia Forestas, Donatella Cogoni, Silvia Pinna e Giuseppe Fenu dell’Università di Cagliari.

La seconda tavola rotonda, sul tema dell’agrobiodiversità, sarà condotta da Guy D’Hallewin (CNR), e vedrà discutere Francesco Sanna dell’Agenzia LAORE, Martino Muntoni dell’Agenzia AGRIS, Maurizio Mulas (Università di Sassari) con Mariano Ucchesu, Marco Porceddu e Marco Sirigu della Banca del Germoplasma della Sardegna. A seguire l’inaugurazione, a Casa Accalai, della 35ma Mostra delle erbe spontanee. Nel pomeriggio il programma del Festival prevede laboratori per tutte le età a cura della cooperativa Diomedea, e alle 17 a Casa Zedda la presentazione del libro di Carla Cossu “Piante spontanee commestibili e aromatiche nella tradizione sarda”. Da segnalare alla stessa ora il concerto di Raoul Moretti con l’arpa elettrica, e alle 17.30 il via alla Sagra de Sa Pardula. Nella giornata di domenica si replicano i laboratori e gli incontri di presentazione di libri sul tema, accanto a visite alla scoperta delle piante spontanee del territorio guidate da guide ambientali escursioniste.