La nuova raccolta rifiuti a Cagliari: “Metodo fallito prima di cominciare”

L’opinione di Nicola Congiu: “Purtroppo, all’avvio della raccolta, tutti i nodi verranno al pettine, ci si renderà conto che l’esposizione sui marciapiedi sarà uno schiaffo al decoro della città, tanto caro al nostro sindaco”

di Nicola Congiu

Dopo le piste ciclabili praticamente inutilizzate, dopo la pedonalizzazione del Corso che darà il colpo di grazia a quelle attività già moribonde per via di una crisi che non accenna a passare, la nostra beneamata amministrazione comunale ci stupirà con effetti speciali regalandoci un nuovo sistema di raccolta differenziata, il “porta a porta” che niente ha a che vedere con la trasmissione del dott. Vespa.

Un nuovo metodo fallito ancor prima di cominciare, in quanto studiato senza valutazione delle problematiche a cui si andrà incontro.

Il progetto nasce con l’idea di una raccolta più virtuosa e con l’intento di abbassarne i costi, in parte gravati dai rifiuti provenienti da altri comuni che, giornalmente, vengono conferiti dai non residenti che entrano in città per motivi di lavoro o altro, portandosi la spazzatura da casa.

Sin qui tutto pacifico. Una bella idea se non fosse che, tra i vari metodi che si potevano adottare, la nostra beneamata amministrazione ha scelto, forse, quello più contorto e che mal si addice alla nostra città.

Si poteva optare per altre soluzioni. Una poteva essere quella dei cassonetti sigillati, che potevano essere aperti solo dai residenti con un sistema di card o chiave.

Purtroppo, all’avvio della raccolta, tutti i nodi verranno al pettine, ci si renderà conto che l’esposizione sui marciapiedi sarà uno schiaffo al decoro della città, tanto caro al nostro sindaco.

Non riesco ad immaginare lo spettacolo che si presenterà ai turisti e ai croceristi quando, passeggiando per le vie della Marina o per il Corso, vedranno i mastelli in bella mostra, o dove passeranno i disabili che transiteranno con la carrozzina nelle vie dove i marciapiedi superano di poco il metro di larghezza.

Un altro problema sarà rappresentato dai tempi biblici che gli operatori impiegheranno a svuotare i mastelli uno per uno  nel mezzo adibito alla raccolta, soprattutto nelle vie a senso unico, bloccando la circolazione ed aumentando così le immissioni dei gas di scarico.

E no! La nostra amministrazione la soluzione a questo l’ha trovata. Nei condomini superiori alle nove unità, si è pensato a dei cassonetti condominiali da posizionare in un ipotetico cortile dove, ogni condomino, dovrà conferire i rifiuti.

Mi chiedo, quanti sono gli edifici che possiedono cortile con ingresso idoneo allo spostamento di questi mastelli? La risposta, boh! Sarà verificato previo sopralluogo di un tecnico, nel momento in cui partirà il servizio.

Ma non si poteva prevedere prima? E no, troppo semplice e poi…, è tutto all’inizio, poi la gente si abitua!

Supponendo che questa soluzione sia praticabile, chi dovrà portare fuori dal cortile i mastelli?

Ah…,  si stanno organizzando delle cooperative (ovviamente a pagamento) con degli addetti che dovranno giornalmente portare fuori i bidoni. Grazie mille! Quindi al costo della tassa, dovremo aggiungere il costo dei sacchetti (non forniti) e il costo mensile di un incaricato all’esposizione del cassonetto condominiale.

Ma non dovevamo risparmiare con questa raccolta? si…, nel tempo se tutto va bene il Comune (forse) potrà ridurre le tariffe. Quando? Eh..si vedrà!

Ah, dimenticavo…ma chi vive in una piccola unità immobiliare o in un immobile senza verande dove custodirà questi mastelli piuttosto ingombranti? Boh, non sono problemi dell’amministrazione.

Grazie mille, Comune di Cagliari per aver per l’ennesima volta preso una decisione, senza pensare ai problemi e ai danni economici che certe decisioni (e non mi riferisco solo a questo caso) comportano ai cittadini e alle attività, ma, soprattutto alle classi più deboli.


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