“Mi puntava la pistola al cuore e alla testa”. È il racconto di Nicolina Giagheddu, moglie di Mario Ragnedda e madre di Emanuele, reo confesso dell’omicidio di Cinzia Pinna, ascoltata il 29 settembre dalla polizia giudiziaria nell’inchiesta per presunti maltrattamenti a carico del marito. La donna ha ricostruito anni di presunte violenze, minacce di morte e limitazioni della libertà personale. La denuncia era stata presentata in procura l’8 settembre dai suoi legali, Angela Corda e Lia Deiana.
Secondo quanto riferito agli investigatori, Ragnedda le avrebbe più volte impedito di uscire di casa, sottraendole le chiavi, e l’avrebbe aggredita afferrandola per i capelli e colpendola alla testa. Le minacce con la pistola sarebbero iniziate dopo il rilascio del porto d’armi nel 2022. La donna avrebbe inoltre raccontato di essere stata spinta contro un candelabro nel gennaio 2024, riportando una ferita alla fronte per la quale era stata accompagnata al Mater Olbia.
Nella testimonianza anche presunte nuove aggressioni dopo l’omicidio di Cinzia Pinna, avvenuto il 12 settembre 2025, e contrasti legati alla gestione delle attività e delle proprietà familiari. Da chiarire i tempi della revoca del porto d’armi, disposta dopo l’audizione del 29 settembre, nonostante una precedente denuncia presentata nel 2025 nella quale la donna avrebbe già segnalato minacce e violenze con l’arma.
Secondo quanto riferito agli investigatori, Ragnedda le avrebbe più volte impedito di uscire di casa, sottraendole le chiavi, e l’avrebbe aggredita afferrandola per i capelli e colpendola alla testa. Le minacce con la pistola sarebbero iniziate dopo il rilascio del porto d’armi nel 2022. La donna avrebbe inoltre raccontato di essere stata spinta contro un candelabro nel gennaio 2024, riportando una ferita alla fronte per la quale era stata accompagnata al Mater Olbia.
Nella testimonianza anche presunte nuove aggressioni dopo l’omicidio di Cinzia Pinna, avvenuto il 12 settembre 2025, e contrasti legati alla gestione delle attività e delle proprietà familiari. Da chiarire i tempi della revoca del porto d’armi, disposta dopo l’audizione del 29 settembre, nonostante una precedente denuncia presentata nel 2025 nella quale la donna avrebbe già segnalato minacce e violenze con l’arma.











