Cultura nel Piatto
Ricette, scienza e storia
SPAGHETTI ALLA NORMA
Ingredienti (1 porzione)
80 g di spaghetti
80 g di pomodori pelati
55 g di melanzane
15 g di ricotta salata grattugiata
5 g di olio extravergine di oliva
Basilico fresco q.b.
Preparazione
Tagliare le melanzane a cubetti, salarle e lasciarle riposare per circa 30 minuti, quindi sciacquarle e asciugarle. In una casseruola leggermente unta con un filo di olio, farle rosolare fino a doratura. Unire i pomodori pelati, schiacciandoli con un cucchiaio, e cuocere per 10-15 minuti, finché il sugo si sarà ristretto e le melanzane saranno morbide. Lessare gli spaghetti al dente, condirli con il sugo e completare con la ricotta di pecora grattugiata o sbriciolata.
Valori nutrizionali
389 kcal
13,8 P 65,5 G 8,6 L
Per porzione
Storia del piatto
Gli Spaghetti alla Norma sono uno dei piatti simbolo della città di Catania e della cucina siciliana. La loro nascita viene fatta risalire tra la fine dell’Ottocento e i primi anni del Novecento. Secondo la tradizione, il commediografo Nino Martoglio, dopo aver assaggiato questo piatto, esclamò: «Chista è ‘na vera Norma!», paragonando la perfezione alla celebre opera lirica Norma del compositore catanese Vincenzo Bellini.
Ma la storia del piatto affonda le radici ancora più indietro. Le melanzane, oggi considerate inseparabili dalla Norma, arrivarono in Sicilia attraverso gli Arabi tra il IX e il X secolo e trovarono nell’isola un ambiente ideale. Il pomodoro, giunto dall’America nel Cinquecento, divenne protagonista della cucina popolare solo tra Settecento e Ottocento. L’incontro tra questi ingredienti, completato dalla ricotta salata di pecora e dal basilico fresco, diede vita a uno dei piatti più rappresentativi del Mediterraneo.
Lo sguardo della saggista
Nata tra le vie di Catania come omaggio a un capolavoro della musica, la Norma è oggi uno dei piatti della cucina italiana più conosciuti nel mondo. La sua forza sta nella semplicità: pochi ingredienti, un’identità inconfondibile e una storia che continua a viaggiare insieme alla cultura gastronomica italiana.
Recentemente ho assaggiato una straordinaria rivisitazione di questo piatto alla “sarda” in versione pasta fredda e come pasta i malloreddus, davvero straordinaria.
A cura di Raffaella Aschieri
Specialist | Docente in Menu Management | Menutrix elaborazioni | Cultural Consultant | Gastronoma













