La cultura nel piatto
Ricette, scienza e storia.
INSALATA NIZZARDA
406 kcal circa per porzione
Proteine: 40,08 g Carboidrati: 10,56 g Lipidi: 22,92 g
Ingredienti (1 porzione)
● 120 g di fagiolini
● 80 g di patate lesse
● 85 g di tonno al naturale
● 1 uovo sodo (70 g)
● 60 g di pomodori maturi
● 25 g di olive nere
● 30 g di cipolla rossa (facoltativa)
● 5 g di olio extravergine di oliva
● 5 g di succo di limone
● Sale e pepe q.b.
● Qualche foglia di basilico fresco
Preparazione
Lessare separatamente le patate e i fagiolini, quindi lasciarli raffreddare. Cuocere l’uovo fino a renderlo sodo e tagliarlo a spicchi. In una capiente insalatiera unire i pomodori tagliati a pezzi, le patate a cubetti, i fagiolini, il tonno sgocciolato, le olive nere, la cipolla affettata finemente e il basilico. Aggiungere l’uovo sodo e condire con olio extravergine di oliva, succo di limone, sale e pepe. Mescolare delicatamente e servire.
La storia del piatto
L’insalata nizzarda nasce nella città di Nizza tra la fine del Settecento e l’inizio dell’Ottocento. Era il pranzo semplice dei pescatori e dei contadini della Costa Azzurra, preparato con ciò che offrivano il mare e gli orti: pomodori, olive, cipolle, acciughe e olio extravergine d’oliva. Era una cucina povera, ma ricca di sapori e di identità mediterranea.
Con il tempo la ricetta si diffuse ben oltre i confini della Provenza. L’introduzione del tonno conservato, delle uova sode, dei fagiolini e delle patate lesse trasformò questo piatto in un’insalata completa e nutriente, fino a farne uno dei simboli della cucina mediterranea nel mondo.
L’insalata nizzarda è uno dei piatti più discussi della gastronomia francese. A Nizza esiste persino una tradizione che difende la ricetta autentica, mentre nel resto del mondo ogni chef propone la propria versione. È la dimostrazione che le grandi ricette non sono mai immobili: conservano le proprie radici, ma continuano a evolversi.
Lo sguardo della saggista
Ancora oggi la nizzarda è al centro di un vivace dibattito gastronomico. I puristi di Nizza sostengono che la ricetta originale non debba contenere né patate né fagiolini, mentre la versione internazionale, oggi la più conosciuta, li considera ingredienti tradizionali. Questa doppia anima dimostra come i grandi piatti della storia continuino a evolversi senza perdere il loro legame con il territorio.
Da ricordare poi c’ è che Nizza fu italiana fino al 1860. Faceva parte del Regno di Sardegna e venne ceduta alla Francia con il Trattato di Torino. Per questo la cucina nizzarda presenta ancora oggi molte affinità con quella ligure e piemontese.
Più che una semplice insalata, la nizzarda è il racconto di un Mediterraneo fatto di orti, pesca, stagionalità e convivialità. Un piatto nato dalla necessità che, con il passare del tempo, è diventato un’icona della buona tavola.
A cura di Raffaella Aschieri
Specialist | Docente in Menu Management | Menutrix elaborazioni | Cultural Consultant | Gastronoma













