“Io, cagliaritana in un call center: niente misure per il Coronavirus, alcuni colleghi sono stati male dal caldo o raffreddati”

L’sos di una cagliaritana che lavora in un call center: “L’ambiente non è arieggiato e alcuni colleghi sono stati già male per il troppo caldo, alcuni continuano a presentarsi a lavoro raffreddati o con sintomi influenzali. Per di più sino a ieri continuavano le trasferte dei colleghi lombardi”

Sono una donna cagliaritana e lavoro per un call center sito a Cagliari: la situazione corona virus non è presa seriamente in quanto non vengono adottate le misure di sicurezza sino ad ora richieste. L’ambiente non è arieggiato e alcuni colleghi sono stati già male per il troppo caldo, alcuni continuano a presentarsi a lavoro raffreddati o con sintomi influenzali. Le cosiddette distanze di sicurezza tra una postazione e l’altra sono inesistenti e tutti si siedono dove capita utilizzando cuffie e pc in comune.

Per di più sino a ieri continuavano le trasferte dei colleghi lombardi. Penso che in tutto questo trambusto e allarmismo manchi l’intelligenza di far lavorare serenamente e prevenire qualsiasi problema. Tutti si lamentano ma senza esito perché tutti hanno paura di non avere il così amato e desiderato contratto a tempo indeterminato. Questo è puro terrorismo!

(Lettera firmata)


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