Il Super Green pass dal 15 ottobre per tutti i lavoratori italiani: multe salate per chi trasgredisce. Draghi: un decreto per continuare ad aprire

Via libera all’unanimità in consiglio dei ministri, Lega compresa, al provvedimento che riguarda 23 milioni di persone. Sanzioni fino a 1500 euro per i dipendenti e fino a 1.000 per i datori che non controllano, ma non si perderà il posto. Dopo 5 giorni di assenza ingiustificata scatta la sospensione dal lavoro, sin dal primo giorno quella dallo stipendio. Prezzi calmierati per i tamponi, quello molecolare varrà 72 ore. A fine mese si valuterà la possibilità di aumentare la capienza di cinema e teatri

“Questo decreto è per continuare ad aprire”. Il premier Draghi tira dritto e incassa l’unanimità dei consensi, Lega compresa, in consiglio dei ministri. Un super Green pass che, dal 15 ottobre, sbarrerà le porte dei posti di lavoro – pubblici e privati – a chi ne è sprovvisto.  Dopo 5 giorni di assenza ingiustificata, scatta la sospensione dal lavoro fino al 31 dicembre, sin dal primo giorno invece non si percepirà lo stipendio. Pesanti le multe per i trasgressori: da 600 a 1500 euro per i lavoratori e da 400 a 1000 euro per i datori di lavoro, cui toccherà far rispettare le disposizioni, beccati a eludere i controlli.

Non ci sono eccezioni: dipendenti pubblici e privati, colf e badanti, parlamentari, partite iva e autonomi, tutti per poter continuare a lavorare devono esibire il certificato verde, che può essere rilasciato anche dopo un tampone. Che non sarà gratuito, come voleva il Carroccio, salvo che per chi non può vaccinarsi per motivi di salute. Per gli altri prezzi calmierati, a 15 euro per gli adulti e 8 per gli under 18.

Un provvedimento che riguarda 23 milioni di lavoratori e che “ha un ampio consenso, lo si è visto nella cabina di regia, nella conferenza unificata, ed è stato votato all’unanimità in consiglio dei ministri – riassume il ministro Maria Stella Gelmini – Mi sembra che il presidente Draghi sia riuscito a fare una sintesi delle diverse sensibilità”.

Nessuno, in ogni caso, potrà perdere il proprio posto di lavoro. “Le sanzioni legate al mancato utilizzo del Green pass non devono in alcun modo essere agganciate o agganciabili a un percorso che porti al licenziamento”, mette in chiaro il ministro del Lavoro, Andrea Orlando. Nel decreto si invitano anche Quirinale, Camera, Senato e Corte Costituzionale ad adeguare il proprio ordinamento alle nuove disposizioni.

Lo scontro più duro si è registrato tutto a sinistra del governo, con il ministro dei beni Culturali Franceschini che spingeva per l’aumento della capienza in cinema e teatri e il collega alla salute Speranza che non ha lasciato varchi in quella direzione, spiegando che bisognerà prima valutare come il Paese reggerà alla riapertura delle scuole. Nero su bianco è stata però messa la disponibilità del governo a riesaminare le misure di distanziamento e valutare l’aumento della capienza (e l’apertura delle discoteche, come chiesto ancora una volta dalla Lega) dopo il parere del Cts che si esprimerà entro il 30 settembre.

Dovrà essere affrontata in precise linee guida affidate a Brunetta e Orlando, e poi controfirmate da Draghi, la disciplina dell’obbligo del Green pass per chi è in smart working. Anche se il ministro della Pubblica Amministrazione ribadisce la linea: “Con questo provvedimento – sottolinea – riapriranno le nostre città perché ci sarà una riapertura in presenza, nel privato come nel pubblico, e questo è il più grande contributo alla crescita”. Il che vuol dire che l’obiettivo, più volte annunciato, è quello di riportare i lavoratori in ufficio.

Parere favorevole, infine, all’estensione della validità del tampone a 72 ore per i test molecolari, mentre resterà di 48 ore per gli antigenici.

 


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