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Dal Poetto a Villasimius, spiagge sarde libere ridotte a fazzoletti dove il sole si prende tutti ammassati

E tra le polemiche e i malumori rientrano anche gli animatori rumorosi e la posidonia spazzata via dalla spiaggia recintata e ammucchiata

di Valeria Putzolu
27 Luglio 2026
in il-diavolo-sulla-sella, sardegna

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Dal Poetto a Villasimius, spiagge sarde libere ridotte a fazzoletti dove il sole si prende tutti ammassati

Spiagge sarde libere ridotte a fazzoletti dove il sole si prende tutti ammassati: dal Poetto a Villasimius come da Chia fioccano le segnalazioni, “troppi stabilimenti che rimamgono mezzo vuoti”. E tra le polemiche e i malumori rientrano anche gli animatori rumorosi e la posidonia spazzata via dalla spiaggia recintata e ammucchiata in quelle strette strisce rimaste per chi ombrellone e sdraio li porta da casa. Ma il popolo che rivendica l’accesso libero al mare avverte: “Creeremo un comitato, testo di proposta di legge e relazioni finanziare da portare in regione per organizzare la raccolta firme sono già pronti”.
Luglio sta per chiudere i battenti ma l’estate è ancora lunga come la scia di malcontenti che da sotto l’ombrellone raggiungono il mondo del web: sui social infatti i malumori vengono raccontati a suon di post con video e immagini che mostrano spiagge immense per buona parte off limits per chi non apre il portafoglio o non fa parte di specifiche categorie. Il Poetto docet con gli stabilimenti balneari riservati e quelli per tutti i civili che offrono il servizio base a non meno di 35 euro. E tutti gli altri? Stipati come sardine a contendersi un posto in prima fila con vista mare. Un esempio: la quarta fermata. La spiaggia libera è contesa tra due ampi stabilimenti e chi non trova spazio lungo i primi metri dall’arenile, si distribuisce sino all’accesso recintato per proteggere le dune.
Nelle altre località non va meglio, anzi: in una spiaggia di Villasimius, “puliscono lo spiazzo concesso e anziché raccogliere, buttano sulla spiaggia libera” spiega una bagnante.
Ma i sardi amano il loro mare e rivendicano il diritto di poter godere di tanta bellezza concessa gratuitamente da madre natura: da un anno, infatti, è in atto il processo per ottenere il “Pass mare”, una petizione online che ha già raggiunto 10 mila adesioni. Lanciata da Raoul Susini, https://c.org/zvhw9Bn8SM, il popolo del mare che rivendica i suoi diritti prosegue la sua marcia ed è già in cantiere il prossimo passo, quello di creare un comitato, “per organizzare la raccolta firme dal sito ufficiale con firme verificate con id digitale e quindi valide al fine della proposta di legge popolare. Cammino lungo ma, va fatto”.

La petizione punta a garantire ai residenti sardi il diritto di accesso libero, gratuito e tutelato alle spiagge “della nostra terra.
Noi, sardi, siamo parte di questa isola da generazioni. La Sardegna non è solo un luogo: è la nostra casa, la nostra storia, la nostra identità. Il mare è il nostro respiro, la sabbia sotto i piedi è il legame profondo con la nostra cultura e il nostro futuro.
Oggi però, le spiagge della Sardegna stanno diventando un privilegio per pochi, chiuse da stabilimenti privati, parcheggi a pagamento, ingressi a prezzo d’oro, e concessioni che invadono la costa sempre più, togliendo spazio a chi qui ci vive.
Questo non è progresso: è ingiustizia.
Chiediamo con forza: Istituzione immediata di un Pass Mare per i residenti in Sardegna che garantisca l’accesso gratuito o fortemente agevolato ai parcheggi vicino alle spiagge.
Diritto di accesso libero a tutte le spiagge per chi non usufruisce dei servizi degli stabilimenti.

Spazi pubblici liberi, dove i sardi possano tornare a vivere il mare come parte integrante della loro identità.
Difendiamo il diritto di ogni padre, di ogni anziano, di ogni giovane e soprattutto di ogni bambino a vivere la propria terra senza essere costretto a pagare per un diritto che dovrebbe essere di tutti.
Non accettiamo di diventare ospiti nella nostra isola.
Difendiamo insieme la Sardegna, la sua natura e la sua anima”.

Tags: Poettovillasimius
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