Da Scandiano alla Gallura, il gigante del mare da 21 chili: Raffaele Seiello e quell’amore nato accanto a suo padre
Nato a Scandiano ma ormai gallurese d’adozione, Raffaele Seiello ha trovato nelle acque di Santa Teresa di Gallura la sua vera dimensione. Qui ha trasformato la passione di una vita in un mestiere, diventando uno dei pochi pescatori professionisti in apnea d’Italia e costruendo la propria esistenza attorno a quel mare che da bambino lo aveva stregato.
L’ultima impresa porta il peso di oltre 21 chili. Una cattura importante, immortalata nelle fotografie pubblicate sui suoi social, dove appare sorridente accanto a un pesce imponente. E, come spesso accade, non manca l’ironia. “Primo pesce della giornata, ben 21,4 kg… le spese della benzina le abbiamo tolte!”, ha scritto tra le risa.
Per chi segue la sua attività, però, una preda del genere non rappresenta una sorpresa. Basta scorrere le immagini delle sue immersioni per capire che il mare, per Seiello, è molto più di una passione e che risultati simili sono il frutto di anni di esperienza, sacrifici e conoscenza profonda dei fondali della Gallura. Da tempo vive tra Santa Teresa e il resto della Sardegna, una scelta maturata proprio per poter dedicare ogni giorno della sua vita a ciò che ama di più.
Per lui non è soltanto pesca. Il mare è il motivo per cui ogni mattina apre gli occhi prima che sorga il sole. È una passione nata da bambino accanto al padre e mai svanita, tanto da diventare uno stile di vita, una professione e, soprattutto, una parte essenziale della sua identità.
Lo racconta lui stesso sui social in una riflessione intensa e poetica dedicata proprio al padre, e che ricorda, per atmosfera e sentimento, il rapporto tra l’uomo e il mare raccontato da Hemingway, ma che qui diventa una storia tutta personale: quella di un bambino che non ha mai smesso di meravigliarsi.
“Le prime volte che andai in acqua fu con mio padre. Ero un bambino di cinque o sei anni. I colori, le sensazioni, il corpo che riceveva diversamente ciò a cui ero sempre stato abituato. Mi piaceva proprio quel nuovo mondo nel quale riuscivo a muovermi. Più lentamente, forse, rispetto a me che avevo tanta energia e correvo sempre, come tipicamente fanno i bambini. Eppure sapevo una cosa: quel bambino è ancora dentro di me. È quello che si meraviglia ogni volta che mette la faccia in acqua. Sente quel brivido lungo la schiena, come fosse sempre la prima volta. Ed è proprio lui che ogni mattina mi fa aprire gli occhi quando sorge il sole, senza bisogno della sveglia, e mi fa alzare dal letto con l’entusiasmo incontenibile di un bambino”. La poesia continua ammettendo che ora è un adulto e si chiude così: “Solo su una cosa queste due figure (adulto e bambino) sono d’accordo: sul fatto che non vogliono separarsi. Che il Raffaele di sei anni è sempre lì, che tira per un braccio il Raffaele adulto, nonostante la grande differenza di età. E continuano a vivere assieme, mossi dalla stessa passione: l’amore per il mare”.
Parole che spiegano ancora più delle sorprendenti immagini perché, anche dopo una cattura da oltre 21 chili, la soddisfazione più grande per Raffaele Seiello non sia il peso del pesce portato a bordo ma continuare a vivere ogni alba con gli occhi curiosi di quel bambino che tanti anni fa entrò in acqua per la prima volta seguendo suo padre.











