Continua il monitoraggio e il confronto sulla delicata situazione che ha coinvolto la Città Autonoma Spagnola di Ceuta, colpita da una profonda crisi migratoria che ha portato l’Italia a sospendere il trattato di Schengen. Negli ultimi 10 giorni, infatti, Ceuta è stata invasa da circa 2000 migranti provenienti dal Marocco. Una situazione delicatissima sulla quale è intervenuta la presidente della Commissione Europea Ursula Von der Leyen, che su richiesta di Italia e Danimarca ha convocato un vertice UE per fare il punto della situazione.
Il primo ministro spagnolo Pedro Sanchez ha inviato oggi una lettera alle istituzioni dell’Ue per esprimere “seria preoccupazione riguardo alla recente reazione che alcuni governi europei hanno mostrato” rispetto ala crisi migratoria di Ceuta.
Sanchez ha chiesto una riunione urgente per “stabilire una risposta comune” e “riaffermare che la sicurezza dei nostri confini esterni è una responsabilità condivisa di tutti gli Stati membri, e non solo di quelli sulla prima linea dell’Unione”.
Il ministro dell’Interno spagnolo, Fernando Grande-Marlask ha affermato che “Sono stati immediatamente mobilitati i mezzi e le risorse necessarie. In meno di 48 ore, la situazione è completamente cambiata e la normalità è stata ripristinata”. “Combattere l’immigrazione irregolare significa salvare vite umane”, e ha definito ciò che è accaduto un “attacco all’integrità di Ceuta”.
Il ministro ha affermato che la Spagna è sempre stata “un modello nell’Ue nell’affrontare la politica migratoria nel suo complesso” e definito i confini spagnoli “i secondi più sicuri dell’Ue” e “i meno permeabili”.
Intanto, sono già stati rimpatriati circa 48000 mila migranti marocchini, ma purtroppo si contano anche molte morti: la Guardia Civil ha recuperato 67 corpi intorno alla diga frangiflutti di Tarajal, e si crede che il bilancio drammatico salirà.











