Cagliari, residenti della Marina contro Truzzu: “Centinaia di tavolini accanto ai nostri citofoni, dov’è la privacy?”

Mare di tavolini nelle viuzze del rione, abitanti furiosi: “Osservati da centinaia di persone quando entriamo in casa, urla e scoppi ogni notte. Sindaco, quando onorerà la promessa di rendere vivibile il centro storico?”

La Marina si riempie di tavolini dei ristoranti, grazie anche alle concessioni rilasciate dal Comune, che ha deciso di pedonalizzare alcune strade sino ad ottobre, e i residenti non ci stanno. È durissima la lettera scritta dal comitato “Rumore no grazie”, che mette nel mirino il sindaco di Cagliari Paolo Truzzu. Il motivo? Meglio, i motivi? L’occupazione degli spazi pubblici e la sicurezza che, a detta degli abitanti, sarebbe a rischio: “Se gli spazi pubblici sono ‘un’estensione  delle nostre case’ come mai noi abitanti del centro storico  non possiamo entrare in casa  senza  essere osservati da centinaia di persone da Lei autorizzate  che stazionano su quell’estensione? Persone che possono stare comodamente sedute a 75 centimetri dai nostri   portoni, come Lei ha stabilito, e quindi  possono sentire comodamente quello che diciamo  o quello che dicono gli altri al citofono. Chi può mai tutelare la nostra  privacy, signor sindaco, se continua a concedere al godimento di estranei il suolo che dovrebbe essere  ‘estensione delle case’ e servire quindi solo per il transito o la ricreazione del vicinato?”, chiedono i residenti.

 

 

E qui si arriva al problema sicurezza: “Vicinato che invece, col calar del sole, si riempie di estranei che dovrebbero sostare per consumazioni e ristorazione ma che evidentemente mettono radici e fanno ben altro se Lei è costretto a concertarsi col Prefetto sull’ordine pubblico. Spero che sia riuscito a dire al Prefetto e alle Forze dell’ordine che al disagio consueto delle nostri notti insonni per il rumore continuo si è aggiunta ora anche la  preoccupazione che ci proviene dall’udire, nel cuore delle nostre antiche case, scoppi improvvisi di ordigni e grida belluine che non promettono niente di buono. Continuando così chi ha la casa di fronte a monumenti storici ne potrà vedere in diretta lo smantellamento Tutto questo noi riusciamo a dirlo solo a telefono, perché di interventi  sul luogo anche quando sono chiamate dai cittadini impauriti le Forze dell’ordine, specie i vigili urbani, non ne fanno proprio perché impegnati altrove. Infine, sindaco, le ricordiamo che incontrandola per la campagna elettorale ci assicurò che si sarebbe adoperato per la ‘vivibilità’ nel centro storico. Quando e come intende onorare la sua promessa? Oggi noi siamo, più che cittadini residenti, cittadini resistenti. E non ne possiamo più dell’inerzia e della mancanza assoluta di interventi che stanno caratterizzando l’amministrazione civica presente e passata  da quasi tredici anni a questa parte. Anche perché nel lungo periodo è emerso chiaramente quanto molti di noi avevano sospettato già dall’inizio: che cioè “l’estensione delle nostre case” debitamente affollata di consumatori deve servire  come facile terreno di scambi non certamente di natura culturale come il carattere del luogo imporrebbe. La cultura e la socializzazione hanno infatti bisogno di ben altri edifici e ben altri interventi e di questo invece vorremmo sentirla parlare”.