Dopo quasi sette mesi la verità sulla tragica morte del sedicenne Mariano Olla a Su Siccu sembra più vicina. L’inchiesta, che per mesi è andata avanti tra silenzi e versioni frammentarie, entra ora in una fase decisiva e potrebbe presto portare alle prime iscrizioni nel registro degli indagati.
La Procura di Cagliari, in stretto coordinamento con quella per i minorenni, ha lavorato su un doppio binario: individuare chi ha organizzato la festa illegale sulla spiaggia della Diga e ricostruire la rete dello spaccio che avrebbe alimentato la serata. Un lavoro lungo e complesso, affidato alla Squadra Mobile, che ha passato al setaccio video, immagini, celle telefoniche e spostamenti registrati dai cellulari per chiarire ruoli, presenze e responsabilità.
La notte di metà giugno, a ridosso dell’ex stadio Sant’Elia, oltre 150 ragazzi — molti dei quali minorenni — si sono ritrovati senza autorizzazioni né controlli. Musica ad alto volume, alcol e droghe sintetiche avrebbero fatto da cornice a una festa pirata degenerata nel peggiore dei modi. Mariano, residente a Sestu, era arrivato lì con alcuni conoscenti incontrati da poco, non con il suo gruppo di amici più stretti. Un dettaglio che, con il passare dei mesi, ha assunto un peso sempre maggiore nelle indagini.
Il corpo del ragazzo è stato ritrovato in mare la mattina del 14 giugno, dopo la segnalazione di alcuni pescatori. L’autopsia ha stabilito che Mariano è morto per annegamento, probabilmente in seguito a un malore o a una perdita di conoscenza. Ma cosa sia accaduto davvero nelle ore precedenti resta il nodo centrale dell’inchiesta.
Fin dall’inizio gli investigatori si sono scontrati con un muro di silenzi. Molti dei presenti hanno dichiarato di non ricordare nulla o di non essersi accorti dell’assenza del sedicenne. Nessuno avrebbe visto Mariano in difficoltà, nonostante testimonianze che parlano di tuffi notturni in mare, anche con vestiti e scarpe addosso.
Mariano frequentava l’istituto Meucci, amava la musica, la palestra e le moto. Sognava New York e pensava di iscriversi al liceo artistico per coltivare la passione per il disegno. Gli amici veri, quelli di sempre, hanno ribadito un punto fermo: quella notte non erano con lui.
Oggi, come riporta L’Unione Sarda, l’indagine sembra aver ricomposto gran parte del mosaico. La Procura valuta l’iscrizione di alcuni maggiorenni nel registro degli indagati e la sensazione è che la svolta non sia più lontana.











