All’ Osteria Tabarchina il menù è chiaro, il pesce è fresco e il conto – di solito – lo fa il ristoratore. Di solito. Perché questa volta, in via Sardegna, a Cagliari, qualcuno ha deciso di inaugurare un innovativo servizio “fai da te”: scelgo, mangio, gradisco… e stabilisco anche quanto pagare.
Sentito da Casteddu online, il titolare Raffaele Mameli ha confermato il curioso episodio.
Il pranzo (abbondante) e il conto (creativo)
Il copione sembrava quello di una normale giornata di lavoro: tavolo da quattro, atmosfera conviviale, ordinazioni importanti. Antipasti per tutti, due linguine all’astice, due spaghetti alle vongole e bottarga, quattro fritture miste. Un pranzo di pesce completo, consumato senza una piega, né lamentele né appunti sulla qualità.
Arriva il conto: 172 euro. Come spesso accade, il ristoratore applica uno sconto di cortesia e scende a 160 euro. Fine della storia? Neanche per sogno.
Uno dei commensali, con la sicurezza di chi non teme il colpo di scena, decide che la cifra “più giusta” è 140 euro. Non una proposta, non una trattativa. Una sentenza. Pagano 140 euro e se ne vanno, sipario.
“Sul conto, magari, facciamo noi”
Mameli la prende con filosofia, ma non nasconde lo stupore. Anche perché, sottolinea, a insistere per lo “sconto creativo” sarebbe stata una persona che conosce il mondo della ristorazione. Un dettaglio che rende la vicenda ancora più surreale.
“Accettiamo suggerimenti su tutto: sul vino, sulla cottura del pesce. Ma sul conto, magari, facciamo noi”, è il senso del suo commento. E con una punta di sarcasmo aggiunge che, se il cliente dovesse tornare, lo inviterebbe ad accompagnarlo all’alba a fare la spesa, per toccare con mano prezzi e sacrifici che stanno dietro ogni piatto servito.
In tempi in cui si parla tanto di rispetto per il lavoro e per chi lo svolge, la scena del “conto autogestito” sembra quasi una provocazione.
E no, almeno per ora, all’Osteria Tabarchina il servizio “decidi tu quanto pagare” non è stato inserito nel menù.













