Notte di terrore per due amiche che hanno deciso di trascorrere una serata spensierata insieme nel cuore della città e che, mentre rincasavano, hanno vissuto “una delle esperienze più terrificanti della vita”.
“Approfittando dell’assenza del mio fidanzato, dopo il lavoro ho deciso di incontrare un’amica per bere un bicchiere di vino insieme in centro. Ci siamo date appuntamento in piazza Yenne, nel locale di un caro amico. Abbiamo trascorso un’ora insieme, tra chiacchiere e risate.
Verso mezzanotte abbiamo deciso di rientrare, percorrendo Largo Carlo Felice in discesa.
È stato lì che, nel giro di pochi secondi, tutto è cambiato.
Ho avvertito una presenza alle nostre spalle e mi sono girata d’istinto. Ho visto un giovane, di origine magrebina, aggredire la mia amica alle spalle, afferrarla e trascinarla per alcuni metri nel tentativo di strapparle la borsa. Lei è caduta, all’indietro e nella colluttazione ha sbattuto la testa contro il muro.
Ha iniziato subito a urlare, a reagire e a difendersi con tutte le sue forze. Probabilmente sono state proprio le sue urla e la sua reazione a mettere in fuga l’aggressore, che è scappato a mani vuote in direzione della Rinascente.
Io, invece, sono rimasta completamente paralizzata dalla paura. Non sono riuscita a dire una parola, né a fare un gesto. Per questo, ancora ora, mi sento terribilmente in colpa.
Abbiamo chiamato immediatamente i Carabinieri, che sono intervenuti con grande tempestività e professionalità. Dopo aver raccolto la nostra testimonianza, (e quella della ragazza che ha assistito all’accaduto pochi metri più giù) ci hanno accompagnate fino all’auto per permetterci di raggiungere l’ospedale e far visitare la mia amica.
Scrivo questo post perché quello che è successo non venga ignorato. Nessuno dovrebbe avere paura di tornare a casa dopo una serata trascorsa con gli amici. In pochi secondi una serata spensierata si è trasformata in un incubo”.










