Una tragedia che ha segnato l’Italia ma soprattutto le famiglie delle vittime. Sono passati 8 anni da quel 14 agosto 2018, in cui 43 persone morirono a seguito del crollo del Ponte Morandi a Genova.
Il tribunale di Genova ha condannato a 177 anni, 2 mesi e 5 giorni di reclusione i 32 imputati (su 57) coinvolti nel procedimento. 12 anni, la pena più alta, per l’ex Amministratore Delegato di Autostrade Giovanni Castellucci.
“Questo ponte non è caduto per caso, è caduto perché ci sono delle responsabilità. Le responsabilità sono state individuate a diversi livelli. Se ci sono delle responsabilità vuol dire che questo crollo, come noi abbiamo sempre detto e come ha sempre detto soprattutto la procura, poteva essere evitato. Questa è la parola di verità processuale che stasera ci portiamo a casa e che ci fa essere un po’ più tranquilli e sereni”, il commento di Raffaele Caruso, avvocato del Comitato in ricordo delle vittime del crollo del Ponte Morandi. “Io ho sempre detto che la pena è secondaria rispetto a quella che è l’affermazione di responsabilità. Era stata chiesta una pena sul massimo previsto dalla legge ed è stata data una pena comunque molto elevata”.
“La sentenza di oggi rappresenta un passaggio importante nel percorso di verità e giustizia per la tragedia del Ponte Morandi. Nessuna decisione potrà restituire le 43 vite spezzate il 14 agosto 2018 né colmare il dolore delle loro famiglie, alle quali rinnovo la mia più sincera vicinanza”, le parole del presidente della Regione Liguria Marco Bucci. “Da sindaco di Genova ho vissuto quella tragedia fin dal primo momento e, come commissario per la ricostruzione del nuovo ponte, ho avuto l’onore e la responsabilità di accompagnare la città in uno dei momenti più difficili della sua storia. Il ricordo di quelle vittime è sempre vivo e continuerà a guidare il nostro impegno. Questa sentenza rappresenta un passaggio significativo nel percorso di accertamento delle responsabilità”













