Cagliari tra le città metropolitane più care d’Italia per la tassa sui rifiuti. Il capoluogo sardo si colloca al sesto posto nella graduatoria nazionale, con una Tari che nel 2025 pesa per 412 euro su una famiglia tipo.
Il dato emerge da uno studio del Servizio Stato sociale, politiche fiscali e previdenziali, immigrazione della Uil nazionale, che fotografa l’andamento della tariffa rifiuti nei principali centri urbani. Per i contribuenti cagliaritani c’è però un segnale incoraggiante: rispetto al 2024 la Tari è diminuita dell’8,36 per cento, passando da 450 a 412 euro. Un calo che interrompe una fase di progressivi aumenti registrata dopo il picco del 2020, quando la tariffa aveva raggiunto i 458 euro.
Nel resto dell’isola il quadro è più articolato. A Oristano la tassa sui rifiuti torna a salire, con un aumento dell’1,58 per cento che porta il costo annuo a 319 euro. A Nuoro si registra invece la tariffa più elevata tra i capoluoghi sardi, pari a 363 euro, con un incremento del 2,14 per cento rispetto all’anno precedente. Il rialzo più consistente si osserva a Sassari, dove la Tari cresce del 6,95 per cento. Nonostante l’aumento, la città resta quella con la spesa più contenuta tra i capoluoghi dell’isola, con una media di 306 euro.
Lo studio prende in considerazione una famiglia composta da quattro persone che vive in un’abitazione di 80 metri quadrati, offrendo così un parametro uniforme per il confronto tra le diverse realtà urbane.











