di Enrico Marras, comitato Rumore No Grazie
Il risanamento acustico di Cagliari può attendere, le inadempienze del Comune di Cagliari non finiscono mai
Che fine abbia fatto il Piano Acustico della città di Cagliari è fatto oramai noto. Approvato in tutta fretta prima delle elezioni ed esibito in campagna elettorale come un trofeo della politica del fare, del Piano si sono perse le tracce lasciando i cittadini esposti agli effetti deleteri dell’inquinamento acustico ambientale, causa di malattie gravi e invalidanti e persino di morte prematura. Con buona pace delle leggi sanitarie che tutelano la salute e la vita dai pericoli del rumore. Ma per certi amministratori civici, devoti dell’ecologia, una bevuta di birra in allegra e vivace compagnia a un tavolo per strada alle due del mattino merita ben più riguardo della vita di un bambino a cui viene impedito di dormire nella finestra più sopra, a portata di mano e di voce. Qualcuno potrebbe sempre rispondere, stoltamente, che ognuno ha i suoi valori e che tutti i valori vanno rispettati.
La causa primaria dell’inquinamento acustico ambientale è nella mancata applicazione del Piano, fatto del quale il Sindaco e la Giunta non hanno mai dato una spiegazione né ai cittadini che ne hanno pagato i costi né al Consiglio comunale che lo ha approvato.
Ora c’è anche da chiedersi che fine abbiano fatto i Piani di Risanamento Acustico di Stampace e Marina, prova più che eloquente che la città è drammaticamente inquinata. Il mese di maggio, termine ultimo per la consegna, è abbondantemente scaduto ma, ancora una volta, tutto tace nel Palazzo del Potere Civico. Giunta silente e città inquinata: una situazione assurda che induce tanti all’abbandono. Lo scopo sembra chiaro: protrarre nel tempo l’approvazione dei Piani così da far trascorrere anche questa chiassosa estate, con buona pace dei sofferenti cittadini e in chiara violazione delle norme sanitarie.
Gli accordi “promettenti” convenuti tra il Sindaco e l’Assessore Regionale dell’Ambiente sono divenuti subito carta straccia. Come sempre. L’Assessore, che pure avviò le procedure di commissariamento del Comune di Cagliari per violazione della Legge quadro sull’inquinamento acustico che pure riconobbe lo stato di “emergenza sanitaria” di Stampace e Marina, assiste passiva e inerte di fronte al disastro crescente e alle irresponsabili inadempienze del Comune. Con l’aggravante che dal 2015 si sottrae ad ogni confronto col Comitato Rumore no Grazie, nonostante le ripetute richieste. Atteggiamento che ricalca pienamente quello del Sindaco e degli Assessori Comunali, mai disponibili in tanti anni a un confronto alto e proficuo con i cittadini che vanno sempre intesi come i primi amministratori della città. Almeno da chi della democrazia ha un concetto alto e nobile.
E’ più proficuo agire che attendere le sentenze dei tribunali, come è già avvenuto nel 2015 con la condanna del Comune di Cagliari per violazione dell’art. 35 della Costituzione. Articolo che tutela la vita e la salute delle persone.
Esca con urgenza, il Comune, dalla strada della mala movida e del degrado, come stanno facendo con tenacia anche le città di Barcellona e Madrid, spesso assunte acriticamente a modello. Come ha ricordato solo pochi giorni fa in Consiglio comunale un architetto spagnolo interrogato sul merito del degradante fenomeno.













