Sette chilometri e mezzo d’acqua, sei fermate collegate alle piste ciclabili, un battello elettrico che in pochi minuti promette di unire Pirri a Sant’Elia-Su Siccu. Il progetto dell’idrovia del canale di Terramaini, finanziato con 1,8 milioni di euro del Pnrr, è nella fase conclusiva: entro il 2026 – assicurano dalla Città Metropolitana – si potrà salire a bordo dalla piscina comunale Sicbaldi e scendere al Parco Nervi, attraversando il parco di Molentargius e costeggiando gli stadi.
Un’idea che punta su mobilità sostenibile e valorizzazione ambientale. Ma che, appena annunciata, ha acceso un dibattito acceso e tutt’altro che indulgente tra i cagliaritani.
Le critiche: “Tra vento, nutrie e miasmi”
C’è chi liquida il progetto con sarcasmo: “Comodo sì… soprattutto quando con il vento ci si intraversa nel canale e si finisce contro le sponde”. Un riferimento nemmeno troppo velato alle giornate di maestrale, quando anche restare in piedi diventa un’impresa.
Altri mettono in discussione l’utilità concreta dell’opera: “Ma per vedere cosa? A ogni fermata dove si va, se il canale è fuori dal contesto urbano?”. Il dubbio è che l’idrovia resti un’infrastruttura suggestiva ma scollegata dalla vita quotidiana della città.
E poi c’è il tema che ritorna come un ritornello: le condizioni dell’acqua. “Se non attivano idrovore per il riciclo, i turisti si godranno solo i miasmi del Mammarranca nelle giornate calde”, scrive un residente. Un altro ironizza: “Se butti la traina prendi la nutria”. E mentre si discute di battelli elettrici, qualcuno riporta tutti con i piedi per terra: “Non sarebbe meglio rifare il manto stradale? In auto o in moto sembra di partecipare al Camel Trophy”.
Non manca chi ricorda che un battello per i visitatori del parco esisteva già, poi eliminato: un precedente che alimenta scetticismo sulla continuità e sulla gestione futura del servizio.
I favorevoli: “Bellissima idea, ma prima pulizia e decoro”
Accanto alle voci critiche, però, c’è una fetta di cittadini che vede nell’idrovia una grande opportunità. Collegare Pirri a Sant’Elia via acqua, attraversando il Parco naturale regionale Molentargius-Saline e passando davanti al vecchio Stadio Sant’Elia e all’Unipol Domus, viene considerato un modo intelligente per dare nuova vita a un’area straordinaria ma troppo spesso trascurata.
E anche i favorevoli lo fanno con una postilla netta: prima bisogna sistemare tutto il resto. Le banchine “stanno collassando”, denunciano alcuni. Il decoro è carente. E soprattutto, il canale va bonificato e mantenuto pulito in modo costante.
Perché l’idrovia può diventare un simbolo di mobilità sostenibile e di rilancio turistico solo se il viaggio sarà davvero piacevole. Senza odori sgradevoli, senza sponde fatiscenti, senza la sensazione di attraversare un luogo dimenticato.











