Una “beffa”. Il mondo dei buttafuori cagliaritani è in profonda crisi, ormai, da mesi. Ristori, casse integrazioni o bonus? Zero, nisba. Il Governo, per loro, non ha previsto nessun tipo di aiuto. Con le discoteche sbarrate e con i maxi eventi saltati per colpa del Coronavirus, i lavoratori della sicurezza del mondo della notte sono al palo. Totalmente. Il motivo? A spiegarlo è uno di loro, Mirko Etzi: 44 anni, è responsabile di una società cagliaritana, la Lc Investigazioni, che da anni ha al proprio interno centinaia di ragazzi contrattualizzati come buttafuori: “Anch’io l’ho fatto per tanti anni. In estate, normalmente, facciamo girare 200 lavoratori e, in inverno, ne abbiamo 55 a pieno regime. Il fatturato è crollato del 90 per cento. Per obbligo governativo il nostro codice Ateco non prevede chiusure, anzi. Avendo una licenza investigativa, utilizzabile per operare nella sicurezza e non per fare investigazioni, dobbiamo restare sempre aperti e operativi. Ma, di fatto, non abbiamo avuto nessun tipo di ristoro, contributo o cassa integrazione”, afferma Etzi. “Solo qualche bonus, ma perchè i nostri ragazzi si sono rivolti a Caf e consulenti del lavoro”.
Disco chiuse e eventi rinviati a chissà quando: “Nell’estate 2020 avremmo dovuto lavorare a concerti con migliaia di persone e, anche, all’Americas’s Cup. Nulla di nulla, tutto saltato”, prosegue Etzi. “Stiamo avendo grosse difficoltà, la metà dei nostri buttafuori lavorano a tempo pieno, l’altra metà ha, fortunatamente, un’altra occupazione, ma è chiaro che siamo tutti in grandissima sofferenza. Abbiamo fatto una riunione con la Federpol, ci sono dei tavoli di confronto aperti col Governo, ma non penso che in questo momento la politica stia pensando a noi”. Regna la disperazione, insomma. E un grosso punto interrogativo sulla prossima estate: “Potremo finalmente tornare a lavorare?”.











