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Cagliari, la lettera disperata di una lavoratrice: “Così spadroneggiano a Is Mirrionis gli spacciatori di morte, nell’indifferenza generale”

" Questi sfortunati individui sono sempre a gruppetti in quanto si aiutano a vicenda sia nel reperimento che nell'atto pratico: personalmente ho assistito a un ragazzo che bucava nel collo un uomo di una certa età in sedia a rotelle e in evidente difficoltà motoria...ma mi chiedo: perchè nessuno interviene?

di Jacopo Norfo
8 Marzo 2026
in cagliari, zapertura

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Lei è una ragazza che freuenta il quartiere di Is Mirrionis, e ha deciso di denunciare con una lettera aperta a Casteddu Online la situazione di degrado del quartiere. Quella creata da loro, gli spacciatori di morte. Una lettera accorata e commovente: “Sono una ex studentessa e ormai lavoratrice fuorisede, profondamente innamorata di Cagliari.

Ho deciso di scrivere questa segnalazione dopo mesi di riflessioni ma soprattutto di constatazioni personali su una situazione ormai
totalmente degenerata: la presenza a cielo aperto delle cosiddette “tossine” nel quartiere di Is Mirrionis.

Siamo precisamente in Via Cornalias, nella zona identificata come Bingia Matta. Passeggiando la mattina lungo il viale che costeggia il liceo Pacinotti saltano subito all’occhio le numerose qualità del quartiere: tantissimo verde pubblico e presenza del Colle San Michele, i ragazzi che si dirigono verso l’ingresso delle molteplici scuole, il
profumo delle fiorenti attività gastronomiche note in tutta la città nonché il mercato rionale a pochi passi.

Nonostante ciò, esiste una sorta di confine oltre il quale inizia una e vera e propria zona d’ombra e di degrado, costituito dal semaforo con
la svolta verso via Quirra.

In questo angolo di pochi metri è presente una piazzetta in cui ogni giorno si può osservare da vicino la parte più degradata e malata di una classe sociale totalmente abbandonata a se stessa. Persone tossicodipendenti che fanno uso di sostanze a cielo aperto, noncuranti dei passanti e tantomeno dell’edicola e del suo viavai di clienti
presente nella piazzetta stessa.

Questi sfortunati individui sono sempre a gruppetti in quanto si aiutano a vicenda sia nel reperimento che nell’atto pratico: personalmente ho assistito a un ragazzo che bucava nel collo un uomo di una certa età in sedia a rotelle e in evidente difficoltà motoria.

La loro attività si concentra principalmente nelle ore diurne, dal mattino presto al calare del sole.

La sensazione che provo ogni volta è di orrore, panico e sconfitta, in quanto la rabbia che tutti noi veicoliamo contro di loro spesso ci
impedisce di identificare i veri responsabili ovvero gli spacciatori di morte.

Mi domando pertanto perché si permette da decenni a un gruppo ristretto di criminali di tenere un intero quartiere in ostaggio nella
totale illegalità, con rifornimenti costanti di sostanze stupefacenti. Mi domando cosa stiano facendo le istituzioni e perché la polizia
intervenga fermando i poveri tossicodipendenti e non contrastando il traffico di droga ai suoi vertici dentro il quartiere.

Qualche anno fa era stato fatto un importante passo avanti con la demolizione di edifici nevralgici abbadonati in cui si consumavano le
sostanze, ma a cosa è servito se ora si consente tale azione a cielo aperto in mezzo ai passanti?

Intanto continuo la mia passeggiata lungo via Cornalias, con le solite vedette che scrutano, osservano e riferiscono.

Sognando quel futuro da quartiere “residenziale” promesso in qualche campagna elettorale e ormai dimenticato e relegato a presente di un
passato che nel 2026 non dovrebbe più esistere”, conclude l’ex studentessa fuorisede, oggi lavoratrice, che ha deciso di raccontare il degrado del quartiere di Is Mirrionis, in particolare quello legato alla tossicodipendenza.

 

 

 

Tags: is mirrionis
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