È ancora sotto choc ma lucida Isabella Marsilio, la professoressa di italiano accoltellata questa mattina da un suo studente di 13 anni a Roma.
“L’ho guardato ma non ho fatto in tempo a rendermi conto. Indossava un casco da ciclista e un paio di occhiali con telecamera. Nella mano sinistra teneva una bomboletta di spray al peperoncino che mi ha spruzzato in faccia. Poi mi ha colpita con un pugnale che aveva una lama di almeno 20 centimetri. Non ha mai detto parola. Niente. Né prima, né dopo”, racconta in un’intervista rilasciata a Repubblica.
E svela un dettaglio importante: “L’anno scorso aveva dato segnali di malessere interiore. È figlio unico, i genitori vivono per lui. C’erano alcuni comportamenti che lasciavano pensare. In tante occasioni manifestava un senso di rabbia, fastidio, superiorità, anche nei confronti dei compagni. Era molto inquieto”.
“Gli voglio bene e mi dispiace enormemente di aver compreso adesso quanto forte e profondo fosse il suo malessere. Mi dispiace tantissimo se lui ha scambiato i miei insegnamenti per accuse o punizioni”, afferma.
“Anche se non l’ho mai punito. Ha covato una grande rabbia dentro di sé nei miei confronti, provo un grandissimo dispiacere per il suo malessere”, La docente ha poi aggiunto di voler incontrare il ragazzo “per abbracciarlo”.
“Spero mettano in galera lui e i genitori”, le parole del marito, Pino Tersigni, intervistato da La Repubblica davanti all’ospedale. “Le hanno fatto delle lastre, forse le faranno una tac ulteriore. Lei è preoccupata per questo. Il ragazzo aveva due debiti: uno lo doveva riparare oggi, guarda caso. Non so se geografia, storia, o altro, e la prossima settimana italiano. Lo ha detto lei ai carabinieri”.













